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Ecco 'Felicittà', una App contro lo spreco di cibo

IMG 9775Si chiama Felicittà ed è la nuova app contro gli sprechi per il recupero del cibo. Il progetto, realizzato grazie al contributo ed al coinvolgimento di Lions Club Lucca Host 1955, Caritas, Comune di Lucca, Confcommercio e Confesercenti, è stato presetato oggi (27 giugno) a palazzo Orsetti. Per parlarne, sono intervenuti l’assessora Ilaria Vietina, Alessandro Colombini (presidente Lions club Lucca Host), Maurizio Franceschi e Maria Gloria Montinari (membri Lions Club), Lorella Sestini (Caritas) e Vittorio Bini (responsabile settore Confcommercio Lucca e Massa Carrara). Il progetto - già pronto ad entrare in fase sperimentale nelle prossime settimane - intende rappresentare un utile strumento per recuperare le eccedenze di cibo in favore dei nuclei familiari del territorio.

“Oggi - afferma Vietina - riprendiamo un percorso importante e complesso, insieme a molti alleati. Sul tema dello spreco di cibo - ricorda - è necessario andare verso un cambiamento culturale, per evitare di arrivare ad una distruzione del cibo. La lotta allo spreco serve anche per contrastare il fenomeno del disagio alimentare: questo è un progetto davvero trasversale. Questa iniziativa va nella direzione della realizzazione di un piano del cibo per il nostro territorio, un impegno preciso che ci siamo presi per questo secondo mandato”.
Lo spreco alimentare, viene fatto notare, non è soltanto una questione di cibo: “Oltre al cibo - spiega Colombini - vengono gettate via anche risorse come acqua e combustibili. Dal 1974 ad oggi lo spreco alimentare nel mondo è aumentato del 50 per cento. In Europa si sprecano circa 180 chili di cibo pro capite: in Italia, invece, si registra una perdita di circa 450 euro l’anno a famiglia”. Il Lions club, prendendo spunto dalla recente legge Gadda, ha quindi deciso di studiare una soluzione. “L’idea sposata subito - osserva - è stata quella di creare una app, grazie all’aiuto pro bono della società di software che, oggi, segue un colosso come Parmalat. Crediamo che questa iniziativa sia un unicum in tutta Italia”.
Nella fase pilota - come viene spiegato da Franceschi - un gruppo di ristoranti, bar e pasticcerie comunicherà eccedenze di cibo, da donare a famiglie selezionate da Caritas, che potranno ritirare la merce direttamente all’esercizio commerciale. Gli esercenti, dunque, segnalano sulla App il cibo che intendono donare, mentre gli accreditati dalla Caritas visualizzano sul proprio cellulare la disponibilità e si prenotano per ritirare i prodotti. Se la merce non viene ritirata, scatta una sorta di “cartellino giallo” come ammonimento per la famiglia.
Felicittà si inserisce nelle linee guida della legge contro lo spreco alimentare (la legge Gadda, ndr) e nel solco di un più ampio percorso intrapreso dall’amministrazione Tambellini che ha visto, già nel 2013, aderire alla campagna Un anno contro lo spreco. L’iniziativa prosegue inoltre nell’alveo delle linee programmatiche del “Piano del cibo” ed in quelle tracciate dal piano intercomunale del cibo CirculariFood.
Lorella Sestini chiude il cerchio affermando che “il disagio alimentare è aumentato negli ultimi anni, oggi abbiamo circa 550 famiglie che si rivolgono quotidianamente ai centri di distribuzione Caritas. Questo è un utile strumento che si inserisce in un quadro ampio: è una collaborazione interessante, perché ogni giorno siamo chiamati a fornire risposte concrete. Fare rete, in una fase in cui le risorse non sono moltissime, è fondamentale”.
Anche Confcommercio “è orgogliosa di fare parte del progetto - sostiene Bini - perché è necessario creare una vera istruzione in questo senso. L’eliminazione degli sprechi è necessaria, anche perché nel mondo una persona su nove è sotto alimentata: cercheremo, per questo, di coinvolgere più imprenditori”.
Le famiglie saranno selezionate attraverso i centri di ascolto: nella prima fase il numero sarà limitato, per poter testare l’App (si dovrebbe partire con una decina di unità, ndr), che risponderà alle reali esigenze, modulandole in base alle necessità dei singoli nuclei. “Nessuna sovrapposizione - conclude Vietina - con il progetto fatto con Caritas e che riguarda gli sconti sul cibo: in questo caso parliamo di totale gratuità per un target limitato. Inoltre, con Felicittà parliamo di cibi freschi e non a lunga conservazione. Si tratta di tasselli importanti dello stesso puzzle”.
Il logo selezionato per il progetto, dopo una lunga fase di ricerca, rappresenta un “negozio sorridente” su sfondo giallo.

Paolo Lazzari

Ultima modifica ilMercoledì, 27 Giugno 2018 14:11

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