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Economia, Cei: "No ai calcoli di bottega, si pensi al bene dell'intera comunità"

lidocei2Un occhio attento all'interesse dell'intera comunità, dimenticando i 'calcoli di bottega' e di opportunità politica. E' quello che chiede Lido Cei, ad di Idea Service,a chi sarà chiamato alla guida el paese dopo le elezioni del 4 marzo.
"Ascoltando i contenuti della perenne campagna elettorale quotidianamente trasmessa- dice - notiamo una profonda differenza con analisi più approfondite e più puntuali che vanno nel merito dei numeri che (fortunatamente) non possono essere discussi. L'attività legislativa del prossimo governo potrà ripartire dai risultati conseguiti negli anni precedenti grazie anche alle misure promosse dai governi precedenti. Le politiche economiche adottate negli ultimi anni hanno accompagnato il paese nello sforzo collettivo di superare la lunga e drammatica crisi economico-finanziaria che tra il 2007 e il 2013 ha causato una perdita di Pil pari a circa 9 punti percentuali, lasciando profonde ferite nel tessuto sociale in termini di reddito imponibile, disoccupazione, diseguaglianze e sfiducia".


"Resta da rilevare, a mio avviso - prosegue Lido Cei - che lungo un percorso difficile e tutto in salita stretto tra la necessità di interrompere l'aumento del debito pubblico e nel contempo sostenere la ripresa economica l'economia italiana è riuscita a realizzare un significativo recupero in termini di crescita, occupazione, produzione industriale, export e nello stesso tempo è proseguito in modo ininterrotto il consolidamento dei conti pubblici trasmettendo ai partner europei fiducia e maggior autorevolezza e credibilità. Questo bilancio per nulla scontato, non trova alcuna considerazione nel dibattito pubblico odierno ma non deve essere disperso nel prossimo futuro".
"L'attenzione rivolta al risanamento del bilancio - spiega - si è affiancata a un costante sostegno alla crescita e al mercato del lavoro. Trascorsi circa 4 anni dai primissimi segnali di ripresa economica va registrato un aumento degli occupati pari a circa 1 milione di occupati rispetto al punto più basso e profondo della crisi. Segnalo per dovere di cronaca che a febbraio 2018 il numero di occupati con contratti a tempo indeterminato è molto vicino al punto più basso ante crisi. Il rafforzamento della crescita nel 2017 e le buone prospettive per l'anno in corso consentono di nutrire una ragionevole fiducia nel proseguimento degli indicatori positivi della occupazione. Ciò nonostante non possiamo definirci soddisfatti dei risultati fin qui ottenuti ma sarebbe da irresponsabili distruggere ciò che a fatica è stato costruito per meri calcoli di bottega".
"Personalmente - conclude Cei - auspico che chi si assumerà la responsabilità di guidare il paese nei prossimi anni (e su questo le recenti elezioni hanno dato un segnale chiaro) sappia guardare al futuro con coerenza e con l'occhio attento agli interessi della intera comunità".

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