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Aspro e difficile. Ripensando il teatro di Pea

enrico peaPoco fortunato il teatro di Enrico Pea nella critica. Esemplare, in questo senso, il giudizio che dava, ancora nel 1969, un critico letterario come Emilio Cecchi, certo immune dal sospetto di scarsa simpatia per l’autore versiliese del quale, invece, aveva sempre apprezzato la produzione narrativa. Citando delle dieci opere teatrali di Pea i soli testi Giuda, 1918, e Rosa di Sion, 1919, Cecchi ne parla come un “intermezzo di certe opere teatrali dalle quali la sua arte non è uscita senza qualche avventura meno felice”. 

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Italiani e lucchesi in camicia rossa

camiciarossamurUomini del popolo e borghesi, analfabeti e intellettuali, idealisti e avventurieri, nazionalisti e per questo internazionalisti, il ‘popolo garibaldino’ rappresenta una realtà complessa, dove entusiasmi e utopie, passioni e speranze si fanno uomini – ed anche donne - in carne e ossa con storie di vita spesso di esemplare coerenza, talora torbide e contraddittorie.

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Il partigiano Sebastiani, da via degli Asili all'Albania

partigianigramsciFurono esattamente 1776 i soldati italiani che in Albania, all’indomani dell’8 settembre ’43, abbandonati dai comandi, privi di mezzi, incalzati dai nazisti con la consueta ferocia, scelsero di non arrendersi e di tenere viva la fiaccola della dignità nazionale nella lotta di liberazione in terra albanese. Da militari di un esercito invasore si fecero partigiani, mettendosi con umiltà, lungimiranza e coraggio al servizio di quel popolo che, fino al giorno prima, avevano contribuito a opprimere, ma solo per volontà della politica del fascismo. 

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Medici e scrittori: bugiardi gli uni e gli altri

tobino maggianoC'è una lontana vicinanza, un'antica affinità tra pratica medica e letteratura e lo dimostrano non pochi esempi di medici scrittori. Il primo a realizzare questa particolarissima contiguità? Niente meno che l'evangelista Luca (9 - 93), l'autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli, quello che San Paolo nella Lettera ai Colossesi appella come il “caro medico”. Poi, con un salto di quasi due millenni, come non ricordare Anton Cecov (1860 - 1914) che, oltre a essere un dolente drammaturgo e un grande narratore della decadenza della borghesia russa, è stato anche un medico preoccupato per le condizioni materiali e morali del suo popolo: in più di un'occasione, nel corso della sua breve esistenza l'autore del Gabbiano, di Zio Vanja, delle Tre sorelle si è prodigato per lenire le sofferenze della sua gente.

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Acqua e gioco d'azzardo a Bagni di Lucca

bagnilucca12È in età rinascimentale che si riscopre l’interesse per i bagni e le cure delle acque, prassi diffusa e fiorente nel mondo antico e poi perduto nel gran naufragio della cultura classica. Una nozione, quella di acque benefiche e curative, comunque mai scomparsa del tutto anche durante i secoli cosiddetti bui, ma ristretta ad ambiti solo locali, a una diffusione limitata e circoscritta. Nel secolo XV, all'interno di una più ampia e generalizzata attenzione per il corpo, tornarono ad acquistare non poca risonanza le cure termali, soprattutto per provvedere a tutelarsi dai guasti dell'artrite, della gotta e dei disturbi respiratori: in questo secolo si viaggia parecchio sperando di trovare nell'acqua di questa o quella fonte la salute perduta. 

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Gino Baldassari, il primo sindaco di Lucca democratica

partigiani luccaGino Baldassari (Lucca, 1897-1989), prima di essere nominato dal comitato di liberazione nazionale di Lucca sindaco della città appena affrancata dalla presenza nazifascista, è stato un tenace antifascista e un coraggioso partigiano che si è battuto nella resistenza socialista fin dal 1919. Nel 1922 aderisce al Pcd’I. Impiegato delle Ferrovie dello Stato viene allora allontanato dal servizio per la sua opposizione al regime. Nel 1942 collabora alla riorganizzazione del movimento comunista in Lucchesia insieme ai fratelli Maionchi, Fausto Mancini, Rappa e altri.

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Stefano Tofani e la sua 'epica cuzzoliana'

Fiori a rovescioIl libro più originale, fresco, godibile del 2018? Direi Fiori a rovescio di Stefano Tofani, alla sua seconda prova autoriale, pubblicato dalla casa editrice romana Nutrimenti. La storia di una famiglia toscana, - padre, madre due figli, una nonna - tra la fine del secolo breve e l'inizio di quello nuovo, quello globalizzato, che conduce la sua vita in un paesino, d'invenzione ma del tutto realistico, che l'autore colloca tra l'Arno, le Apuane e il mare. Una vicenda apparentemente semplice, ma percorsa sotto pelle da inquietudini, incomprensioni, zone d'ombra.

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