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Accidenti a quella rapa: tra proverbi e ricette

rapa e salsicceLa rapa da utilizzare come scorta invernale deve essere seminata tra la seconda metà di giugno e settembre, da sola oppure insieme a miglio, avena, granturco, grano saraceno, trifoglio, fieno greco e altre piante da foraggio. “Le rape - scrive Antonio Mazzarosa, un aristocratico lucchese dell’Ottocento, attento osservatore delle pratiche agricole della sua terra - si svelgono alla metà di novembre, e si pongono fitte fitte in linea sugli orli del campo convenientemente rincalzate di terra; ove continuano a vegetare, e servono alla famiglia per il broccolo, e alle bestie per la rapa ridotta in minuti pezzi e mescolata con la paglia”.

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Diritto al sorriso contro l'emarginazione

spazzolinoFilologo insigne, dotto umanista, figura centrale della cultura europea del suo tempo e quindi anche maestro di buon gusto e buone maniere, Erasmo da Rotterdam (1466-1536) non poteva certo trascurare un aspetto della vita quotidiana socialmente importante come la cura dei denti e dell'alito: "Le particelle di cibo dovrebbero essere rimosse dai denti non con un coltello o con le unghie, come fanno i cani e i gatti, e neppure con un tovagliolo; piuttosto con uno stuzzicadenti di legno o una piuma, oppure piccole ossa prese da una coscia di pollo o dalle galline".

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Davino, il santo viandante venuto da oriente

chiesa san micheleProcedendo sempre verso oriente, in bilico tra l'Europa e l'Asia, trovi l'Armenia. Terra ambita da Roma fin dai tempi di Marco Antonio e Cleopatra, fu tra le prime a farsi cristiana (301) e la sua Chiesa vanta tradizioni antichissime che risalgono al III secolo. Convinzioni religiose radicate e robuste quelle del suo popolo che agirono da forte elemento identitario: nel corso dei secoli non furono pochi gli armeni che si fecero battezzatori, evangelizzatori, predicatori della fede in Cristo, pellegrini in movimento da l'uno all'altro dei punti cardinali.

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Luigi di Torre Alta, detto Ivan

Ivan Della MeaSono sempre belle le canzoni di Ivan Della Mea, anche a riascoltarle a mezzo secolo di distanza dalle vicende che le ispirarono. Allora non le trasmettevano certo per radio e meno che mai avresti avuto l'occasione di incrociarli, le canzoni e Ivan, sugli schermi tv già allora irrimediabilmente entrati in tutte le case. I suoi testi intensi, cantati con una voce roca indimenticabile su melodie tanto semplici quanto incisive, rappresentarono la colonna sonora di una minoranza giovanile, animata da un'idea forte: quella della rivoluzione che avrebbe posto fine se non a tutti almeno a molti dolori sociali e realizzata una maggiore giustizia e un po' più di uguaglianza.

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Carlo IV, Lucca e il "vizio nefando"

Rogo di sodomita a Lucca nel 1369L'abbondanza di titoli - 1346, re di Germania dal; 1347, sovrano di Boemia; 1355, imperatore del Sacro Romano Impero - ci dice che alla metà del XIV secolo, Carlo IV di Lussemburgo (1316 - 1378) era l'uomo più importante d'Europa. Colto come si conveniva a un suo pari - parlava, leggeva e scriveva in almeno cinque lingue (francese, tedesco, latino, italiano e ceco) - a lui si deve la trasformazione di Praga in città europea e imperiale; la moral suasion nei confronti del papato perché si decidesse a lasciare la cattività avignonese per tornare a Roma; una lunga amicizia, e relativa corrispondenza, con Francesco Petrarca che il 6 gennaio 1355 nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano partecipò alla sua incoronazione.

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'La ragazza sbagliata', Simi firma il noir dell'anno

LA RAGAZZA SBAGLIATA ORTE 1Di 'eroi indagatori' stropicciati e sgualciti dalla vita è fin troppo fitta la narrativa noir passata e presente. Pochi, però, sono malmessi come Dario Corbo, giornalista senza lavoro, incalzato dalla mezza età, senza famiglia. La moglie, infatti, lo ha lasciato e per di più alle prese con un figlio adolescente. Soldi risicatissimi, Dario non ha neppure di che pagarsi l'albergo e quando non dorme gratis nella pensioncina di una ex fiamma degli anni giovanili, si arrangia a passare la notte in macchina.

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Tremate, tremate, le locuste son tornate

locustaAnnus horribilis, il 1542. Come se non bastassero i guai provocati da terribili terremoti - a giugno nel Mugello e a dicembre in Val di Noto e nel siracusano -; quelli indotti dalla definitiva istituzione del Sant’Uffizio, ovvero la Santa Inquisizione, e i primi passi mossi dalla Compagnia di Gesù appena approvata da papa Paolo III, per non parlare delle interminabili guerre tra Francesi e Imperiali, merita di essere ricordata l’infestazione da locuste che colpì parte dell'Europa e l'Italia settentrionale.

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