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A Villa Bertelli si celebra la "Beffa di Buccari"

Beffa di Buccari2"Siamo trenta d’una sorte e trentuno con la morte, tutti tornano o nessuno…". Gabriele D’Annunzio celebrò con queste parole, contenute nella Canzone del Quarnaro, la Beffa di Buccari, l'impresa portata a termine dalla Marina italiana ai danni degli austriaci nella notte fra il 10 e l’11 febbraio 1918, quasi al termine della prima guerra mondiale. Per celebrare il centenario di quella sortita, la Fondazione Villa Bertelli ha organizzato una conferenza nel Giardino d’Inverno. L’appuntamento è per lunedì (19 marzo) alle 15 con il professor Marco Gemignani, docente di Storia militare all’Accademia Navale di Livorno.

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La Versilia storica nell'arte e nelle lettere

Forte storicaLa Versilia cosiddetta storica o 'autentica', ovvero i territori compresi nei Comuni di Pietrasanta, Stazzema, Serravezza e Forte dei Marmi, nasce al turismo alla fine dell'Ottocento. Nobili toscani e visitatori tedeschi, gli uni e gli altri di elevato livello sociale e culturale, si contendono il primato di aver scoperto e valorizzato un piccolo borgo di pescatori, navicellai e carratori che trasportavano all'imbarco i marmi provenienti dalle Apuane. Il nome stesso di quell'agglomerato, Magazzino dei Marmi - Forte dei Marmi solo dal 1914 -, è sufficiente a farci comprendere quali siano state le sue origini: il segmento terminale di una strada attraverso la quale condurre con pena e fatica i 'molto intrattabili' marmi provenienti dalle Apuane, realizzata per volontà dell'altrettanto 'intrattabile' Michelangelo Buonarroti.

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Un giro di Mura coi letterati del Novecento

Mura di LuccaNon pochi i letterati novecenteschi che, di volta in volta, hanno scoperto e riproposto ai loro lettori tutte le sottili seduzioni e le malie riposte della città del santo vescovo Frediano. E come poteva ignorare Lucca e le sue Mura un immagnifico inventore di slogan come Gabriele D’Annunzio? A lui si deve l’espressione “arborato cerchio”, che, divenuta in breve celeberrima, è oggi di uso comune per indicare Lucca e il suo più celebre - e vissuto - monumento:
Tu vedi lunge gli oliveti grigi
che vaporano il viso ai poggi, o Serchio,
e la città dell’arborato cerchio,
ove dorme la donna del Guinigi.
(Elettra)

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