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Agente ferito in attentato, 2 anarchici in cella

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poliziavolantecSono stati arrestati dalla Digos di Firenze i due anarchici di 32 e 35 anni , già sottoposti a fermo lo scorso 3 agosto in seguito all’operazione condotta dalla Polizia di Stato a seguito del grave attentato alla sede del movimento di estrema destra CasaPound della notte di capodanno del 2017, in seguito al quale l’artificiere della polizia di stato, il sovrintendente Mario Vece, residente ad Altopscio, rimase gravemente ferito, subendo la perdita di un occhio e l’amputazione di una mano. La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso dei due contro il provvedimento del tribunale del Riesame di Firenze che - ribaltando il provvedimento del gip che aveva annullato i fermi - aveva disposto la custodia cautelare in carcere per il 32enne  e l’obbligo di dimora e di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per il 35enne., su appello proposto dalla Procura della Repubblica di Firenze contro il provvedimento del gip.

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Si ribalta mezzo della Croce bianca, un ferito grave

  • Pubblicato in Cronaca

ee8aa094 2ef8 4e3e a94a 751349f73f07Un furgone della Croce Bianca di Orentano si è ribaltato ed è rimasto su un fianco. Ferite le tre persone a bordo: la volontaria alla guida, il paziente che era stato accompagnato a fare terapia a San Miniato e la moglie. Proprio il paziente, 67 anni e invalido, è il più grave dei tre, tanto che per lui i sanitari del 118 hanno richiesto l'intervento dell'elisoccorso Pegaso.

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Rifiuti, niente soldi Ato per Ascit. Protestano i sindaci

IMGP2619"Esiste una Toscana a due velocità per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e chi è virtuoso non può essere penalizzato". È questa la presa di posizione comune che le amministrazioni di Capannori, Altopascio, Porcari, Villa Basilica e Pescaglia, insieme con Ascit, ente gestore dei rifiuti, assumono nei confronti di Ato Toscana Costa e della Regione, in merito alle delibere regionali 274 e 278 del 20 marzo scorso, con le quali si stanziano cospicui finanziamenti solo nei confronti dei territori che intendono avviare progetti di raccolta porta a porta o di prossimità. In questo modo restano esclusi tutti quei comuni, a partire da quelli riuniti in Ascit, che negli anni hanno già realizzato e sostenuto, anche economicamente, sistemi di raccolta domiciliare avanzati: una decisione che non è passata inosservata e che ha destato le ire delle amministrazioni coinvolte.

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