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Liceo musicale, progetto Erasmus + sul tema del 'diverso'

erasmusmusicaleRadici, identità, casa. Di chi ce l’ha e di chi l’ha perduta. Questi i temi, non semplici, su cui hanno indagato gli studenti della 4E multimediale del Liceo artistico musicale durante questo anno scolastico. Lo hanno fatto insieme ai partner di Lingen (Germania) e di Mezoberenij (Ungheria), collaborando ad un progetto Erasmus+ dal titolo Heimatkunde 2.0. Come? Con focus group, interviste, questionari e molto altro.


Il focus del progetto era il confronto fra ciò che i ragazzi di oggi sentono come “casa” e la situazione in cui vivono i migranti, fuggiti dai loro paesi. Tutto questo è stato poi raccontato con dei video. Quali i risultati dell’indagine? I video hanno rivelato un’immagine ben diversa da quella che si ha spesso dei giovani . Ragazzi legati alla famiglia, agli amici, alla propria città, a una realtà quotidiana.
E i migranti? Ariel, fuggito dal Camerun per motivi politici, dice che vorrebbe tornare nel suo paese per contribuire a migliorarlo, ma che comunque ci si deve considerare cittadini del mondo, aprirsi agli altri, accogliere ed essere accolti. Bogdan non sarebbe venuto in Italia, se avesse potuto mantenersi in Romania.
Nada ci offre una prospettiva diversa sul significato di “casa”. Anche se ora ce l’ha, rimpiange la sua roulotte che le permetteva di conoscere città nuove, persone diverse e, allo stesso tempo, di offrire accoglienza agli altri.
Le ragazze di Mezoberenij non hanno potuto intervistare i migranti perché le istituzioni del loro paese non glielo hanno permesso . Lo hanno raccontato durante la presentazione del progetto, stamattina, al cinema Moderno, in un evento di disseminazione rivolto alle scuole, organizzato con il supporto dell’Ufficio Scolastico. La dichiarazione ha colpito molto il pubblico presente:”Non credevo che potessero accadere cose simili, in Europa” ha dichiarato all’uscita dal cinema uno studente “Ammiro molto le Ungheresi che, invece di arrendersi, hanno fatto un video di animazione”.
Ha introdotto l’incontro la preside del liceo, Maria Pia Mencacci, sottolineando quanto sia importante mettere i ragazzi “in situazione”, far fare loro esperienze dirette perché apprendano veramente. “E’ molto importante lavorare sui problemi del mondo che ci circonda - ha detto Donatella Buonriposi, dirigente dell’ufficio scolastico - Questo è , probabilmente, il modo più efficace per superare la paura e i pregiudizi nei confronti del “diverso” e formare cittadini consapevoli”.
La presentazione ha riscosso molto successo fra i 500 studenti invitati, anche perché i ragazzi del liceo e i partner ungheresi hanno trasformato il loro lavoro in un vero e proprio spettacolo , con l’aiuto dei Three Big No(i)ses che hanno improvvisato accompagnamenti musicali legati ai temi affrontati.
“L’Erasmus ci ha dato l’occasione per poter riflettere e capire cosa è importante per noi, quali sono le nostre radici”, dice Federico. “Le interviste a chi non ha casa ci hanno fatto capire meglio quanto sia importante poter crescere nel luogo dove sei nato, anche se sentirsi “cittadini del mondo” è una bellissima sensazione. Ma per me è un punto di arrivo ancora lontano”, aggiunge Valentina. E Matteo ha scoperto quanto siano diversi, ma anche simili a lui, ragazzi di altri paesi europei.
Al termine della mattinata, Patrizia Favati, la coordinatrice dei progetti europei del liceo artistico, ha suggerito come si possono fare buoni Erasmus+, forte all’esperienza della scuola, che ne ha svolti 8 dal 2002 ad oggi. Ha inoltre annunciato la costituzione di un tavolo di lavoro Erasmus+ all'ufficio scolastico. Il progetto Heimatkunde 2.0, realizzato dai professor Matteo Marabotti e Romano Guelfi, proseguirà l’anno prossimo con un’altra classe del liceo e altri studenti dei paesi partner.

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