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Formazione e scuola, 2 milioni per 'Senza zaino'

Schermata 2018 07 05 a 14.12.24Oltre 2 milioni di euro per il progetto Senza Zaino, grazie al progetto L’ora di lezione non basta, che ha ottenuto un contributo di 2,3 milioni di euro nell’ambito del fondo per il contrasto alla povertà educativa in Italia. Fondo al quale ha aderito - per il triennio 2016/18 - anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che ha deliberato per il 2017 un contributo pari a 4 milioni e 37.208 euro. 

L’associazione Senza zaino, presieduta dal dirigente scolastico Marco Orsi, sarà capofila in ambito nazionale.
Il progetto è stato presentato oggi, alla Fondazione Crl, da parte del presidente Marcello Bertocchini, Lucia Corrieri Puliti (vice presidente), da Marco Orsi, dall’assessore Giovanni Lemucchi e dal provveditore agli studi, da Paolo Razzuoli (presidente Uibi), Donatella Buonriposi.
Sono due (su 15 totali) le scuole lucchesi coinvolte nel progetto: si tratta dell’istituto comprensivo Lucca 5 e dell’istituto comprensivo Don Milani di Viareggio.
“Si tratta di un progetto - commenta Bertocchini - partito grazie all’iniziativa delle fondazioni bancarie. L’idea di istituire un fondo per il contrasto alla povertà educativa nasce proprio a Lucca, nell’ambito del congresso Acri del 2015. Da lì in poi, abbiamo deciso di assicurare sempre il nostro contributo: per il 2017 abbiamo stanziato poco più di 4 milioni di euro, di cui 310mila euro pari al 50 per cento delle risorse già impegnate dalla Fondazione con il Sud, 700mila come importo aggiuntivo e 3 milioni che la Fondazione recupererà come credito d’imposta”.
Lucia Corrieri Puliti ricorda che “Il lavoro di rete è stato un criterio importante e privilegiato, per i finanziamenti che sono arrivati. E’ stato ritenuto elemento fondamentale, nella scelta finale, il fatto che è la comunità, primariamente, a dover essere educante”.
Per Lemucchi, ancora, “si tratta di una cifra importante per un progetto che investe tutta la società. Da parte del Comune era doveroso far parte di tutto questo. L’assessora Vietina (che oggi non è potuta intervenire, ndr) ha dato un contributo fondamentale in questo senso”.
A Marco Orsi, invece, il compito di illustrare il progetto nei suoi contorni: “La povertà educativa - spiega - è qualcosa di più della semplice povertà economica. Non si tratta soltanto di mezzi e risorse, ma della capacità di un soggetto di poter essere e fare qualcosa”.
L’ora di lezione non basta, viene spiegato, prende le mosse dalla necessità di contrastare le povertà educative attraverso le maglie della comunità locale. “In particolare - prosegue Orsi - è necessario veicolare il messaggio che questa azione passa per diversi luoghi: quelli del lavoro, della comunicazione, del mercato, della discussione, delle risorse, delle arti e del gioco, dell’ascolto e della cura”.
Per Razzuoli: “E’ bello sapere che dopo la conclusione del progetto rimarrà qualcosa di permanente per il contrasto alle povertà educative. L’Uibi ha avuto un ruolo significativo fin dalla fase progettuale: vogliamo continuare a contribuire mettendo a disposizione le nostre competenze”.
Buonriposi, inoltre, evidenzia che “la Fondazione dimostra attenzione non soltanto agli edifici, ma anche ai contenuti che esprimono. I fatti recentemente accaduti a Lucca sono esempi chiari di povertà educativa: in quel caso è venuta meno una comunità di classe e di scuola. Sono necessari, a questo fine, nuove modalità comunicative anche attraverso una formazione diversa dei docenti”. Il primo anno del progetto vedrà partire le proposte pensate ad hoc per i singoli istituti: si tratta di un percorso in divenire, capace di coinvolgere docenti, studenti, famiglie e società civile, nel corso dei prossimi mesi. Nelle prime fasi - a partire dal prossimo settembre - si cercherà di potenziare le attività didattiche attraverso il gioco, verranno formati gli insegnanti e saranno sistemati gli ambienti scolastici.

Paolo Lazzari

Ultima modifica ilGiovedì, 05 Luglio 2018 15:03

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