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Stop liste di attesa in sanità, raccolte 8mila firme

ospedalesanlucaSono 7938 le firme che sono state raccolte in provincia di Lucca da Cgil, Cisl e Uil per abbattere le liste d'attesa in sanità. Un risultato che mette in luce la difficile situazione di chi, dopo la valutazione dello specialista e l'impegnativa del medico di famiglia, si vede magari proporre appuntamenti anche a un anno di distanza. Recentemente, le tre sigle sindacali hanno firmato un protocollo di intesa con la direzione della Asl Toscana Nord Ovest e con la Conferenza dei sindaci in cui si prevede l'istituzione programmata di tavoli comuni di confronto, verifica e monitoraggio delle politiche attinenti l'insieme dell'area vasta. Un primo incontro sul problema delle liste di attesa, per la specialistica e per la diagnostica, è previsto lunedi prossimo (26 marzo).

Diverse le situazioni nelle varie zone della lucchesia: per quanto riguarda la Piana di Lucca, dopo l'incontro previsto per mercoledì (21 marzo), si prevede l'avvio di un tavolo permanente, mensile, sulle questioni riguardanti il sistema integrato socio-sanitario territoriale (ospedale, territorio, pronto soccorso, liste di attesa eccetera). Per la Versilia invece, lo scorso 31 dicembre si è chiuso il capitolo legato alla Società della salute; ad oggi, non è stata ancora definita ed approvata la convenzione socio sanitaria fra i Comuni e l'Usl, necessaria per progettare, programmare, e gestire tutto ciò che faceva capo alla Società della salute. Più indietro la situazione invece in Valle del Serchio: il tavolo promesso, a detta dei sindacati, non è mai partito e, quando è stato fatto, ha avuto la caratteristica di una-tantum ed è mancata la continuità.
"Eliminare le liste di attesa si può e si deve - affermano Cgil, Cisl e Uil - Buone pratiche esistono, funzionano e sono replicabili. Spesso il segreto è nell'organizzazione: lo stanno dimostrando i percorsi studiati per alcune specialistiche e per alcune malattie croniche, la medicina di iniziativa e la zona di Pisa che sembrano avere ridotto a tre giorni l'attesa massima della prestazione, anche se qualche problema da risolvere resta. Ovunque, in ogni caso, i sistemi che funzionano meglio sono quelli che vedono la presa in carico diretta delle persone da parte dei medici di famiglia e degli specialisti".

Ultima modifica ilLunedì, 19 Marzo 2018 15:31

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