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Appennino Garfagnana, comitato per il no: "Sindaci hanno rifiutato il confronto tv"

urna"Che gli argomenti del sì alla fusione dei tre comuni di Pieve Fosciana, Fosciandora e San Romano fossero deboli già lo sapevamo. Ma il comportamento comico quanto codardo dei tre sindaci in questione ce l'ha confermato alla grande". La pensa così Leonardo Mazzei del Comitato per l'attuazione della Valle del Serchio in vista del voto di domenica e lunedì.
"Già agli inizi di ottobre - dice Mazzei - come Comitato per l'attuazione della Costituzione - impegnato da tempo nel sostegno del no al referendum di domenica - avevamo chiesto ai sindaci un dibattito pubblico per mettere a confronto le rispettive posizioni. Proposta rifiutata. Lorsignori non amano confrontarsi. Eppure sarebbe stata un'ottima occasione, sia per discutere civilmente le diverse opinioni, sia per favorire la partecipazione popolare ad una scelta che potrebbe avere notevoli ricadute sui cittadini dei tre comuni interessati. Ma loro no. Fedeli al metodo antidemocratico che si sono dati fin dall'inizio - quello di decidere in fretta e furia nel chiuso delle loro stanze - il dibattito l'hanno rifiutato".

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Caos Catalogna, Del Soldato scrive al sindaco di Teia

Comune di massarosaIl presidente del consiglio comunale di Massarosa, Adolfo Del Soldato, in questi giorni di tensione per la Catalogna, ha deciso di inviare una lettera alla città gemellata di Teia: "I fatti di questi giorni che sconvolgono la Catalogna  dice - mi hanno profondamente emozionato e indotto a riflessioni sofferte, sofferte perché toccano i valori civili e politici nei quali credo e il sentimento di amicizia, che è un sentimento fondamentale dell’uomo. Forse sai che personalmente ho forti riserve sul desiderio di indipendenza che attraversa vari territori europei: agli amici si deve la franchezza. Sono riserve legate alla mia convinzione che negli stati nazionali sta la garanzia più importante dello stato di diritto e del processo costituzionale e democratico. Al fatto che sono italiano ed ho a cuore l’unità della mia patria, eredità di sforzi e sacrifici di generazioni. E’ anche vero che la Catalogna, con la sua lingua e la sua storia, non può essere derubricata ad una entità regionale come altre in Europa. Che se l’Italia si è aggregata per un moto di popolo contro monarchie regionali, la Spagna ha conosciuto un centralismo oppressivo che ha negato a lungo lo stesso diritto ad esistere di identità diverse da quella castigliana. Che in fin dei conti un popolo è tale se decide di esserlo, una frase che più o meno in questi termini ti ho sentito pronunciare una decina di anni fa e che mi colpì molto, perché nella sua radicalità non può non interrogare la mia coscienza di democratico e richiamare al valore di fondo che ci unisce oltre le frontiere: che la legittimità delle istituzioni poggia sulla volontà popolare".

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