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Vcs: “Polizia urbana? Nulla di nuovo in regolamento”

movidalucca"La montagna ha partorito il topolino. Il nuovo regolamento di polizia urbana è di fatto uguale a quello del 1943 eccetto pochi punti ormai desueti che riguardavano la ferratura dei cavalli o simili". E' una piena bocciatura quella del Comitato Vivere il Centro storico nei confronti del nuovo documento predisposto dall'amministrazione comunale e presentato ieri (15 maggio) all'Agorà.

"Sia nel regolamento vecchio che in quello nuovo - si legge in una nota - si prevede la sanzione per gli schiamazzi con la differenza che nel 43 non c’erano decine e decine di locali pubblici aperti fino alle prime ore del mattino e nemmeno c’erano le migliaia di giovani atti a socializzare sulla pubblica via fino all’ alba urlando e bevendo alcoolici di ogni tipo. Nel 43 i giovani non avevano i soldi e il tempo per 'socializzare' per le strade tutta la notte, mentre invece adesso si e quindi un regolamento identico che affronta due problematiche completamente diverse diventa inappropriato. Decisamente insufficiente la misura per la quale la musica non può uscire dai locali dopo la mezzanotte mentre viene consentito che gli avventori possano discutere animatamente fino all’alba fuori dal medesimo locale. Oltretutto ci aspettiamo che questo orario diventerà oggetto di discussione da parte del solito consigliere che risiede sulle tranquille colline lucchesi o del capannorese propenso a difendere gli interessi del suo feudo elettorale. Sicuramente l’accordo con un tecnico acustico per rilevare le situazioni più degradate potrà rivelarsi utile, soprattutto in sede di ricorso al Giudice, ma non sarà mai risolutivo. L’unica soluzione per risolvere efficacemente il problema è quello di fare come in tante città italiane tipo Modena e Torino dove, dopo le 21, consentono la somministrazione solo all’ interno del locale o al massimo nei dehors. Quindi locali aperti fino a tardi, ma che tengono gli avventori all’ interno e ne rispondono personalmente. Se poi qualcuno vuol farsi il locale con tavoli all’ esterno fino alle 6 del mattino allora dovrebbe trasferirsi al di fuori delle Mura in zone dove non ci sono residenti. A questo proposito si deve rilevare che la zona del cimitero offre tuttora alcune possibilità. Fino a che il regolamento di polizia urbana non prevederà questi obblighi non si risolverà il problema e continueremo ad avere i problemi degli schiamazzi e dei vicoli usati come vespasiani. Le frasi rituali del tipo: 'dobbiamo decidere che tipo di città vogliamo realizzare' ci fanno sorridere. La frase è inappropriata. Se si dice che Lucca è città è già implicito che si devono seguire le leggi nazionali fatte per le città, le quali consentono ai cittadini di dormire visto che il sonno è bisogno primario. Gli amministratori italiani non possono pensare di essere dei sovrani mediorientali che hanno diritto di vita e di morte sul loro territorio e quindi, per esempio, decidere che fare baldoria sulla pubblica via è cosa buona e giusta in barba a qualsiasi legge. Non è vero che i tedeschi sono più disciplinati degli italiani, non è un fatto di cromosomi, è un fatto di regolamenti e di amministratori. In Germania i regolamenti sono effettivamente imparziali come peraltro dovrebbero essere anche in Italia (art 97 della Costituzione) e vengono fatti rispettare severamente. Se gli assessori lucchesi emigrassero a Dusseldorf portandoci i nostri regolamenti e la loro gestione, quella civilissima città diventerebbe come Napoli nell’ arco di 6 mesi. Comunque al di la di fare o no i regolamenti poi si pone il problema della loro attuazione. Un organico di 75 vigili urbani è sicuramente insufficiente per Lucca. Che i Vigili rappresentino un costo è vero però è altrettanto vero che nel 2009 l’organico era di 92 unità e il Comune di Lucca non è mai fallito per questi costi. I vigili, prima di questa amministrazione c’erano, mentre adesso no".

Ultima modifica ilMercoledì, 16 Maggio 2018 17:29

1 commento

  • Laura bianchi
    Laura bianchi Mercoledì, 16 Maggio 2018 16:00 Link al commento

    Abito nel centro storico in via Cesare Battisti è attendo con angoscia l'arrivo del caldo quando dovrò "non dormire" per tre mesi con le finestre aperte! Concordo pienamente con quanto asserito nell'articolo. Vivere dentro le mura è diventata una tortura.. non c'è più un momento di tranquillità durante la notte

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