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"Aggredita a freddo da un immigrato", ira Cpi

  • Pubblicato in Cronaca

poliziacitta“Una donna di cinquant’anni è stata aggredita stamattina a San Concordio. Si trovava in macchina quando un immigrato africano l’ha prima offesa e poi le ha sferrato due pugni sul volto, rompendole uno zigomo”. A denunciarlo è il consigliere comunale di Casapound, Fabio Barsanti, che esibisce anche il referto del pronto soccorso, dove la donna si è recata dopo l’aggressione, che parla di una prognosi di 21 giorni.
“Non sembra esserci alcun movente - continua Barsanti - poteva succedere a chiunque. La donna si trovava nell’auto parcheggiata con il finestrino aperto, quando l’immigrato è sopraggiunto offendendola pesantemente, prima di colpirla al volto. Dopo di che si è dileguato. Dopo il pronto soccorso la donna è stata in questura dove ha denunciato l’accaduto, descrivendo l’aggressore: un immigrato africano fra i trenta e i quarant’anni. Ci auguriamo che venga presto identificato, per chiarire chi sia, se sia un clandestino o un richiedente asilo, e nel caso in quale struttura sia ospitato. Vorrei anche sentire la voce dei politici che si fanno pubblicità con la lotta alla violenza contro le donne, ma quando questa vede come autore un immigrato stanno in silenzio.”

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Zucconi (Fdi): "Campo Marte, priorità al potenziamento dell'offerta sanitaria"

Riccardo Zucconi 041Recupero delle strutture di Campo di Marte, interviene l'onorevole Riccardo Zucconi di Fratelli d'Italia. "Con oltre una decina di anni di ritardo - dice Zucconi - Asl, Comune e Regione convergono sull’analisi e le proposte che ho fatto anche nella recente campagna elettorale e finalmente cominciano quanto meno a ragionare delle prospettive di recupero e riuso del grande complesso dell’ex ospedale Campo di Marte, in gran parte abbandonato e in attesa di destinazione dopo la realizzazione dell’inadeguato e insufficiente San Luca. Un concetto deve d’ora in poi essere chiaro: priorità assoluta devono avere le giuste e trascurate esigenze della collettività lucchese per un’assistenza sanitaria pubblica adeguata, e non le mire di business della speculazione privata. Batti e ribatti, Asl, Comune e Regione hanno dovuto riconoscere che non c’è alcun concreto progetto per il recupero della struttura, e che i circa 24 milioni di euro che la Regione avrebbe voluto recuperare dalla cessione dell’immobile sono una chimera".

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