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Minacciava bambini per costringerli a fare sesso: preso

di Roberto Salotti
poliziapostalearLi adescava davanti alla scuola e poi li individuava su Facebook. Prima si fingeva amico di quei ragazzini, tutti minorenni. Li blandiva con piccoli regali o facendoli sentire importanti, solo per conquistarsi la loro fiducia. Quella strana amicizia cominciata come un gioco, si trasformava però presto in un incubo per decine e decine di adolescenti: costretti dal loro aguzzino, un giovane di appena 19 anni, ex studente in una scuola della città, a farsi scattare foto nudi e poi ricattati con quelle immagini e spinti a fare sesso con il maniaco che li teneva ormai in pugno e li minacciava con un coltello mentre li abusava davanti alla telecamera con la quale riprendeva i rapporti. Particolari agghiaccianti, quelli che sono emersi da una lunga indagine della polizia postale di Lucca, che venerdì scorso ha portato all'arresto del presunto pedofilo. Il giovane è stato bloccato nell'abitazione di Viareggio dove viveva con i nonni e in cui la polizia ha fatto irruzione, accusandolo tra l'altro di detenere e divulgare materiale pedopornografico.

Le indagini erano partite alcuni mesi fa dalle denunce sporte alla polizia postale da parte di diversi genitori che si erano accorti che i loro figli - tutti dell'età di tredici anni -, erano stati contattati dal 19enne su Facebook (Leggi l'articolo). Centinaia e centinaia di messaggi in chat dal carattere scabroso e inequivocabile, tanto da far credere agli inquirenti che i ragazzini venissero costretti anche a fare sesso da parte del loro aguzzino.
Le prime conferme alle ipotesi che hanno convinto prima la procura e poi il gip a firmare un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 19enne, erano arrivate alcuni mesi fa dopo una perquisizione della polizia postale a casa del 19enne. Gli agenti avevano sequestrato un computer e uno smartphone utilizzato dal pedofilo per contattare online le sue giovanissime vittime, tutti maschi in età adolescenziale e dove sarebbero state trovate le fotografie che carpiva loro sotto la minaccia di renderle pubbliche.
Le analisi del profilo Facebook, invece, hanno permesso agli investigatori di ricostruire la fitta trama intessuta dal pedofilo che ha contatto decine e decine di ragazzini, quasi tutti appartenenti a famiglie della Lucca bene e che frequentavano in particolare due scuole medie della città. Una dozzina di loro sono stati anche ascoltati dagli agenti che coadiuvati dagli psicologi sono riusciti a far loro confessare l'incubo nel quale erano stati trascinati.
Il loro racconto, ritenuto finora credibile dagli inquirenti, è scioccante. Alcuni di loro hanno raccontato di essere stati terrorizzati dal pedofilo, che li minacciava in modo da far loro tenere la bocca chiusa.
Alcuni sono stati minacciati con un coltello e costretti a girare video a sfondo sessuale: ragazzini che non avevano ancora conosciuto l'amore, costretti a spogliarsi, ad esibirsi e soprattutto a venire violentati e ripresi davanti alle telecamere, per soddisfare le oscure voglie del 19enne. Chi si rifiutava veniva ancora minacciato, avvicinato da alcuni complici del 19enne che lo minacciavano in gruppo. L'orco non accettava alcun rifiuto. Così i bambini si trovavano in uno stato di continua prostrazione: costretti a fare quello che non volevano, per paura di non essere creduti o di essere offesi e presi in giro dagli altri, se quelle foto osé fossero state diffuse.
Sono svariati gli episodi che gli agenti della polizia postale sono riusciti a ricostruire, tutti con lo stesso denominatore comune: la violenza, la prevaricazione e la minaccia nei confronti di 13enni ingenui e indifesi.
Decine e decine i files che ora inchiodano il 19enne, già noto alle forze dell’ordine per alcuni episodi di microcriminalità: quando bastava a chiederne l'arresto, secondo gli inquirenti.

Leggi anche: Adescava bambine sul web, arrestato un giovane

 

Ultima modifica ilGiovedì, 17 Aprile 2014 18:11

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