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Cassa integrazione in deroga, allarme Cgil: “A rischio in Toscana gli ammortizzatori per 22mila lavoratori”

Oggi (5 novembre) a Firenze è stato firmato l'accordo che regolamenta i nuovi criteri per l'accesso alla Cassa integrazione e alla mobilità in deroga (conseguenza del decreto interministeriale di agosto) tra Regione Toscana, le categorie di associazioni di imprese e Cgil-Cisl-Uil. La Cgil Toscana “conferma grande preoccupazione per la restrizione dei criteri di accesso agli ammortizzatori sociali in deroga, così come previsto dal decreto di cui l'accordo firmato oggi prende atto. In modo particolare, la restrizione a cinque mesi nel 2015 come periodo massimo a cui poter fare ricorso, l'esclusione di diverse tipologie di imprese, l'individuazione come criterio di riferimento ai periodi della domanda e non alle ore effettivamente fruite dal lavoratore, rimandano alla evidente scelta politica di superare rapidamente lo strumento”.

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Piano sanitario, per Mugnai (FI) il "fallimento" della legislatura

consiglio-regionale1Il vicepresidente della commissione sanità della regione toscana, Stefano Mugnai di Forza Italia non ci sta e si scaglia contro il piano sanitario del presidente della regione che dice parlando di sanità futura: "Io cambio tutto". A Mugnai non piace neppure il piano sanitario e sociale integrato regionale 2012-215, un documento di 500 pagine che l'esponente di minoranza definisce "filosofia". Una disamina attenta che ha animato la seduta di oggi del consiglio regionale in cui Mugnai non ha risparmiato attacchi al presidente Rossi e al fatto che alla fine anche i lavoro della commissione non è stato rispettato.
"E' una farsa – ha detto Mugnai -. Forse si è aspettato di essere fuori tempo massimo per poter ricorrere a una legge di indirizzo per nominare tre commissari e rimandare a dopo le elezioni? E' un giochino facile facile e anche molto scoperto. C'è una fotografia dell'esistente priva di visione strategica, e con una delibera voi tra qualche giorno ci direte: abbiamo scherzato". Questo uno dei passaggi chiave dell'intervento con cui il vicepresidente della commissione sanità del Consiglio regionale, Stefano Mugnai (FI) ha preso parte al dibattito sul Piano sanitario e sociale integrato regionale 2012-215 (Pssir) in consiglio regionale.
"Qui – continuato Mugnai -, con questo Pssir, si parla di un settore che assorbe i tre quarti del bilancio regionale e dell'unico atto sanitario che passa per il Consiglio regionale. Una forma di igiene mentale porterebbe a far sì che questo fondamentale strumento si calendarizzi all'inizio della legislatura. E' proprio un fatto di buon senso. Invece siamo partiti con grande entusiasmo, organizzando incontri con tutto il mondo della sanità e ricordo decine di audizioni in cui si toccava plasticamente l'entusiasmo di tutti gli attori del settore che la Commissione ha incontrato in tutta la Toscana che contribuivano con le loro idee alla definizione di questo documento e della sanità del futuro. Poi più nulla. Dopo – ripercorre Mugnai – una volta che il documento è riemerso dai cassetti con il maxiemendamento, scelta che io non ho mai condiviso perché stravolgeva il testo di partenza in maniera profonda, la Commissione si è fatta carico di svolgere il lavoro di consultazione e lo sappiamo: l'entusiasmo era finito. Ormai alla comunità toscana era chiaro che si stava facendo una cosa tanto per farla. Perché il Piano sanitario non deve fare una fotografia dell'esistente, per altro fuori fuoco. Il compito del Pssir era un altro: delineare strategie per l'oggi e per domani. Questo è il libro dei sogni, psichedelici per altro perché si va a rappresentare una realtà che non è nei fatti".
Poi Mugnai ha parlato anche dell'incapacità della programmazione e di risolvere i problemi della sanità: "Abbiamo per le mani 500 pagine di filosofia che non colgono i problemi quando altrove, in Lombardia, i piani sono di 40 pagine. E i nodi restano irrisolti. In questo piano non si tocca la governance, ad esempio, mentre Rossi ci ha fatto sapere a mezzo stampa e poi, bontà sua, anche in commissione, che siamo alle porte dell'ennesima rivoluzione della sanità: in questo strumento strategico non ce n'è traccia. E allora: che ci stiamo a fare? La verità è che si è fallito sullo strumento principale della legislatura. Cosa raccontiamo a chi è venuto a esporci le sue idee per la sanità del futuro? Accorpare le Asl? Dovrebbe essere balsamo per le mie orecchie ma come si fa a parlarne a cuor leggero senza prevedere una strategia? Si fa l'annuncio e non si spiega come risolvere una questione che è dirimente: quella dei rapporti tra le aziende territoriali e quelle ospedaliere. Posti letto: noi ne abbiamo tagliati più di quanti ne prevedesse il decreto Balduzzi – ha concluso Il vicepresidente della commissione sanità, e lo si vede dai pronto soccorso intasati: ma me lo spiegate dove sono i servizi sul territorio che permettano ai cittadini di non ricorrere al pronto soccorso? Qui non se ne parla. E il modello per l'intensità di cura? Si verifica se ha funzionato o no? Parliamone, anche con gli operatori perché le perplessità tra di loro emergono".

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Emergenza danni ungulati in Toscana. Regione pronta a intervenire

cinghiale  DWN DWN DWNSi è tenuto questa mattina (4 novembre) a Firenze il convegno Emergenza ungulati promosso dalla Cia, la Confederazione agricoltori della Toscana, per discutere dei danni provocati in particolare all'agricoltura da questi animali e delle possibili soluzioni e al quale hanno partecipato oltre agli agricoltori, il viceministro delle politiche agricole, Andrea Olivero e l'assessore all'agricoltura e foreste della Regione, Gianni Salvadori.

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Chiurli (Democrazia Diretta): "Bene dismettere le partecipate regionali, peccato che si continuino ad acquistare quote"

"Dismettere le partecipate regionali per recuperare risorse? Ottima idea, peccato che il presidente Rossi abbia fatto tutto l'opposto negli ultimi 5 anni". Così il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) commenta le intenzioni del presidente della Regione Toscana di disfarsi di quasi tutte le partecipazioni societarie per fare fronte ai tagli annunciati dal governo. "Nonostante gli slogan da campagna elettorale, nel corso dell'intera legislatura la Regione Toscana non solo non è riuscita a sbarazzarsi delle società non strategiche – dichiara il consigliere Chiurli – ma ha addirittura incrementato il proprio portafoglio azionario. Basti pensare ad AdF, in cui abbiamo investito 5 milioni di euro di soldi pubblici per poi regalare il sistema aeroportuale toscano a Corporacion America".

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Nasce la società Due Mari, Toscana, Umbria, Marche e Anas firmano la costituzione

Una strada che colleghi il Tirreno all'Adriatico con una percorrenza di poco superiore alle due ore, che in Toscana avrà il suo sbocco a Rosignano collegando la Toscana settentrionale attraverso il corridoio tirrenico alle province settentrionali della Marche. Si tratta della strada dei Due Mari un improtante colelgamento commerciale anche a livello europeo. Gli Etruschi la avevano già fatta nel terzo secolo avanti cristo e in tempi più recenti se ne parla dal secondo dopo guerra. Ora però la realizzazione dell'importante corridoi commerciale che servirebbe anche la Toscana settentrionale mettendola in rete con gli ambiti adriatici della Marche attraverso l'Umbria settentrionale, sembra essere un po' più vicina. I governi regionali di Toscana, Umbria e Marche oggi a Roma firmano l'atto di costituzione di Centralia - Corridoio Italia Centrale spa, la società fondata da Toscana, Marche e Umbria, le tre regioni attraversate dal tracciato del corridoio E78. Al nuovo soggetto che avrà lo scopo di realizzare il corridoio dei Due Mari parteciperà anche Anas

La firma del documento, che costituisce la nuova società di scopo, si volgerà al ministero delle infrastrutture e trasporti, parteciperanno per la Toscana ci sarà l'assessore Vincenzo Ceccarelli, il ministro Maurizio Lupi, il viceministro Riccardo Nencini, il presidente di Anas Pietro Ciucci e rappresentanti di Umbria e Marche.

"La costituzione della società di progetto – sottolinea Ceccarelli - è un passo decisivo verso il completamento di un'opera davvero fondamentale per i territori che attraversa e non solo. Il completamento della Due Mari consentirà di inserire la Toscana nel cuore di uno dei collegamenti trans-europei, il Ten-t, su cui si fonda la strategia continentale di sviluppo della mobilità delle merci, oltre che delle persone. Nella compagine sociale di Centralia – prosegue - ci sono tutti i soggetti necessari per valutare la fattibilità del progetto di partenariato pubblico-privato che dovrebbe consentire di superare gli ostacoli che hanno per decenni impedito di intravedere una prospettiva reale di completamento dell'opera. Con la costituzione della società, si formalizza
l'impegno di regioni, ministero e Anas: il miglior modo – conclude - per testimoniare la volontà di tutti nel ricercare la soluzione che consenta di realizzare l'obiettivo che abbiamo condiviso".

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Regione Toscana, tagli in vista al personale. Rossi: “Via dalle partecipate”

Esuberi, uscita da tutte le partecipate (con la sola esclusione di Fidi Toscana) e riorganizzazione della sanità, la "rivoluzione della qualità" come l'ha chiamata il presidente. Tutto per continuare a garantire servizi e investimenti.  A Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione, domani la giunta continuerà a lavorare alla messa a punto della manovra finanziaria per il 2015. Nel pomeriggio il presidente Rossi ha deciso però di anticipare ai giornalisti le tre grandi scelte che ne costituiscono la cornice. "I tre pilastri su cui si poggia", come ha spiegato.

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Farmaceutica e biotech in Toscana settori da salvaguardare per Simoncini

Gianfranco SimonciniUn indotto economico da milioni di euro e migliaia di addetti. È il settore farmaceutico e delle biotecnologie che in toscana come nel resto del mondo fa registrate cifre esorbitanti e che nella regione di pegaso conta circa 20 imprese, di cui 4 multinazionali e una serie di piccole e piccolissime aziende, che rappresentano il 13per cento del fatturato complessivo nazionale del settore e danno lavoro a circa 6 mila addetti. Numeri che collocano la toscana al terzo posto in Italia per la presenza di aziende del settore. A fornire questi numeri è stato l’assessore regionale Gianfranco Simonciniche è intervenuto oggi all'incontro organizzato dalla federazione dei medici di famiglia, nella sessione dedicata alla Pharma&devicevalley in Toscana.
A questi numeri e a queste performance vanno aggiunte le circa 30 imprese che operano nel settore biotech, il 14per cento delle imprese a livello nazionale e contano oltre 3 mila lavoratori. Nel settore biotech, in particolare, la Toscana vanta un primato nel settore ricerca e sviluppo, con oltre 600 ricercatori che si aggiungono ai circa 800 che operano nella farmaceutica. "Considerando il mondo delle life science come formato da biotech, farmaceutico e medical devices - ha concluso l'assessore - con il Por Creo ad oggi sono stati approvati 54 progetti che coinvolgono circa 110 beneficiari per oltre 120.milioni di euro investiti e circa 69.milioni di contributo".
"E' un patrimonio in competenze, ricerca e occupazione – ha detto Simoncini – che deriva dalle particolari condizioni esistenti in Toscana: presenza di università e centri di ricerca medica e biotecnologica, grandi imprese multinazionali e tante piccole e piccolissime aziende con una forte propensione all'innovazione. Un patrimonio che la Regione intende non solo salvaguardare, ma anche valorizzare ed accrescere, consapevole che questo settore costituisce una sorta di cartina di tornasole dello sviluppo italiano. E' qui, infatti, che si concentrano competenze avanzate e professionalità specialistiche innovative e un forte intreccio fra ricerca, trasferimento tecnologico e mondo produttivo".
L'assessore ha ricordato la proposta già avanzata dal presidente della Regione alle imprese del settore di dare vita ad una Pharma Valley, capace di attrarre investimenti, creare le condizioni per sostenere e favorire ricerca e sviluppo, far lavorare in rete sia i colossi dell'industria farmaceutica, sia le piccole e dinamiche realtà presenti in Toscana.
"Un lavoro – ha spiegato Simoncini - che si affida ad un tavolo comune con i rappresentanti delle imprese e dell'attività del distretto delle scienze della vita, parte integrante del sistema dell'innovazione e del trasferimento tecnologico e dove si opera la sintesi fra mondo della ricerca e mondo produttivo. Un lavoro che potrà superare l'apparente contrapposizione fra la necessità di attirare investimenti nella nostra Regione, avere una presenza qualificata di un'industria così importante, creare fatturato e posti di lavoro e, dall'altro il dover fare costantemente i conti con il necessario contenimento della spesa farmaceutica".
E' proprio la presenza di questo quadro che ha spinto alla creazione del distretto delle scienze della vita, nell'ambito del quale sarà possibile far fare un salto di qualità alle politiche dell'innovazione e del trasferimento tecnologico, alle iniziative per rendere più competitive le imprese a livello internazionale, anche attraverso l'attività dei poli d'innovazione, che ne costituiscono una sorta di braccio operativo e di interfaccia fra ricerca e imprese. A contribuire a orientare il settore della farmaceutica e delle scienze della vita verso obiettivi sempre più alti di qualità e innovazione contribuiranno anche gli investimenti in ricerca e sviluppo, che la Regione, unica regione italiana che finanzia anticipando le risorse del Fesr per finanziare i bandi per sviluppo, ricerca, innovazione.

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