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"Toscana sicura", le politiche messe in campo dalla Regione

bugli vittorio 2 e1411571123851Sicurezza "partecipata" oggi di scena a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione. In oltre duecento si sono iscritti all'evento organizzato da Regione e Anci: amministratori locali e regionali, prefetti, rappresentanti delle forze dell'ordine ma anche cittadini e associazioni di cittadini, categorie economiche e ordini professionali, esperti dell'Irpet, del Sant'Anna, del Cnr e dell'Università di Firenze. Gomito a gomito, per tre ore abbondanti, mischiati e seduti ad otto tavoli ciascuno guidato da un facilitatore e che hanno invaso più sale del palazzo che si affaccia sulla centralissima piazza del Duomo, pronti a confrontarsi su come rendere città e paesi più sicuri o semplicemente farli percepire a chi li abita e frequenta tali. "La sicurezza – spiega l'assessore Vittorio Bugli – è un tema ad ampio spettro, fatto di temi diversi e che si costruisce con politiche trasversali ma anche innovative. E l'innovazione nasce e si fa con il confronto e il coinvolgimento delle persone. Ce lo insegnano le grandi imprese ed è una prassi non nuova per questo assessorato". Il primo obiettivo è dunque quello di capire e analizzare, quindi scambiarsi buone pratiche ma anche superare luoghi comuni e costruire insieme linee guida condivise, da raccogliere in un documento da presentare prima delle vacanze estive o subito dopo, a settembre. Partecipazione democratica e metodo di lavoro. Il percorso è iniziato appunto stamani, il primo report on line tra una settimana nelle stanza virtuale dedicata alla sicurezza su Open Toscana. Nell'intervento prima dell'avvio dei lavori Bugli era partito dalla sicurezza registrata e quella percepita. "Gli ultimi dati del Viminale – spiega – ci parlano di un paese non solo sostanzialmente sicuro, ma addirittura più sicuro che in passato". Nell'ultimo anno gli omicidi denunciati si sono ridotti dell'11,8 per cento, le rapine dell'11 e i furti del 9 per cento. Ma nella percezione comune sembra che ci sia un allarme sicurezza. Non dobbiamo – dice - calvalcare le paure strumentalmente ma non possiamo neppure ridicolizzarle o sottovalutare i segnali di fragilità percepita. Non dobbiamo neppure fermarci alla risposta facile, di qualcuno che i reati sono in calo perché la gente ha smesso di denunciarli. Dobbiamo invece anzitutto capire. Servono analisi che vadano oltre i dati del Viminale. E poi dobbiamo trovare le soluzioni, senza dimenticare le cause sociale, partendo da quella disgregazione delle comunità che spesso è alla radici di molti mali, provando a ricostituire quel senso di ‘comunità' che oggi non è più quello di un tempo perché lavoriamo in luoghi lontani, i bambini non vanno nelle stesse scuole e spesso non conosciamo neppure i vicini". L'assessore ha concluso il suo intervento affermando che "Dobbiamo distinguere tra disagio sociale, che spesso è associato al degrado, e comportamenti criminali. "Servono interventi puntuali e politiche integrate. Ci dobbiamo interrogare sulla sicurezza, ma senza correre il rischio di sostituire il welfare con il controllo e la repressione. E se il problema è la disgregazione delle comunità, occorre stare attenti a non produrre ulteriore marginalizzazione".

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Partecipazione, a Venezia si studia esperienza Capannori

downloadAnche Capannori fra i protagonisti della scuola di partecipazione pubblica. La Toscana, che prima tra le regioni in Italia dal 2007 si è dotata di una legge per coinvolgere maggiormente i cittadini nelle decisioni delle istituzioni (e non solo), racconta sette delle sue esperienze. Lo farà oggi e domani (26 e 27 marzo), a Venezia a Palazzo Badoer: un'iniziativa promossa dall'Università Iuav e rivolta a quanti – esperti, professionisti, dirigenti e amministratori – sono alle prese con le sfide della partecipazione pubblica, per confrontarsi sul potenziale che la partecipazione ha di aprire nuove sfide e intercettare il cambiamento, innovando. All'incontro sarà presente anche una delegazione del Comune di Capannori che racconterà la positiva esperienza di crowdfunding civico e non solo.

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Regione Toscana aderisce a corteo antifascista a Roma

Manifesto maipiufascismiLa Regione Toscana parteciperà, con l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli che accompagnerà il gonfalone, alla manifestazione prevista per domani (24 febbraio) a Roma dalle organizzazioni promotrici dell'appello Mai più fascismi - Mai più razzismi, iniziativa unitaria frutto dell'impegno dell'associazionismo democratico e antifascista e di moltissime istituzioni locali per rafforzare nel paese la coscienza costituzionale e avviare, come si legge nell'appello, "un serio e concreto percorso che porti allo scioglimento di tutte quelle organizzazioni che si richiamano al fascismo e al razzismo".

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