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Diocesi: migranti, stop a discriminazioni e luoghi comuni

crocerossaimmigratiBasta con i luoghi comuni, le discriminazioni e l'intolleranza: l'accoglienza dei migranti è una occasione di crescita, non una guerra tra poveri. E' quanto sostiene la commissione giustizia e pace della Diocesi di Lucca in un intervento sul tema che suona anche come un appello alla fratellanza. "Nelle scorse settimane - si legge nel documento - sempre più spesso stampa e televisione nazionali e locali ritornano sul tema dell'accoglienza dei migranti, rappresentandolo come una vera e propria emergenza capace di scardinare la vita delle nostre comunità. La strumentalizzazione politica da parte di alcuni movimenti anti-immigrazione che fanno leva sulle paure della gente verso il 'diverso' produce un sentire populistico che sviluppa gli egoismi e istiga il rifiuto all'accoglienza. Cresce una insofferenza nei confronti di 'tanti nostri fratelli e sorelle che cercano la felicità' (così li ha definiti Papa Francesco) tale da arrivare a giustificare chiusure, negazione di diritti e talvolta veri e propri atti di violenza".

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Migranti, il modello Toscana sul New York Times

Il "modello toscano" di accoglienza dei profughi viene segnalato dall'edizione internazionale del New York Times, nel contesto di un articolo a firma di Celestine Bohlen che, fin dal titolo (Italian towns push back on migrants, le città italiane respingono i migranti), segnala le difficoltà registrate in questi mesi a livello nazionale. Dopo aver segnalato i violenti scontri a Roma e a Treviso, il giornale americano ricorda infatti che la "Toscana, regione di sinistra conosciuta per i suoi generosi programmi sociali, ha proposto il proprio modello basato su insediamenti sparsi di non più di 20 o 30 migranti".

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Migranti 'volontari', Usb Lucca dice no: "Devono avere un salario"

Volantari migranti? Usb Lucca dice no. "Leggiamo con preoccupazione che anche a Lucca presto vedremo volontari lavorare nelle nostre strade con frullini e scope. I famigerati extracomunitari, migranti richiedenti asilo. Questo fatto ci suggerisce alcune considerazioni - spiega Franco Picone -. La prima è che non ci sembra esatto definire volontari questi uomini e donne che hanno attraversato pericoli, gravi situazioni e un mare in tempesta, su un gommone barcollante, pagato con gli unici risparmi di una vita. Attraversano il mare per bisogno, aspirano, come tutti noi, ad un lavoro e a una vita dignitosa. Per il sindacato è sacro il principio costituzionale che a un lavoro deve corrispondere un salario per piccolo che sia. L'articolo 36 della Costituzione dice: Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
Vitto e alloggio? Ci riporta a situazioni che credevamo confinate ai film della fine ottocento. Anche le mondine di Riso amaro avevano un salario oltre il vitto e l'alloggio".

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