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Cattivi odori in Versilia, Pioppogatto indiziato numero uno

pioppogattoCattivi odori in Versilia, c'è una "alta possibilità" che la causa sia l'impianto di Pioppogatto. Lo ha segnalato l'Arpat in una nota trasmessa all'amministrazione comunale di Massarosa che tuttavia chiede all'agenzia "certezze" e non ipotesi, osservando anche che il nuovo gestore si era già adoperato in alcuni accorgimenti necessari ad evitare il problema.

”Con riferimento alle maleodoranze avvertite in particolare nel comune di Viareggio abbiamo ricevuto e letto anche l'ultima nota Arpat dell'11 gennaio 2018, rispetto alle verifiche effettuate dall'Agenzia all'impianto di Pioppogatto - sottolinea il sindaco Franco Mungai -. Nella missiva si dice che dal 4 luglio al 14 novembre 2017 Arpat ha effettuato sopralluoghi, tra ordinari e straordinari, presso l'impianto di Pioppogatto,che dal 3 aprile 2017, è gestito da Ersu spa, segnalando alcune criticità riconducibili alle gestioni precedenti: Tev/Veolià prima e fino al 2012  e Ve.Ra. s.r.l. fino al 3 aprile 2017. Tuttavia Arpat -prosegue il sindaco - rileva come il gestore Ersu spa, dal momento del suo ingresso ad oggi, abbia effettuato interventi di manutenzione sullo stabilimento per un importo che ricordo ammontare a circa 1 milione di euro. La nota prosegue con un richiamo ai rifiuti, che dal 6 giugno 2017 e per un periodo, sono arrivati da Viterbo, in virtù di un accordo tra la Regione Toscana e la regione Lazio, per essere trattati presso l'impianto di Pioppogatto che a detta dell'Agenzia avrebbero generato problematiche nella gestione e nella lavorazione. Aggiunge anche Arpat di cattivi odori provenienti dai camion in sosta, che in alcune notti d'estate hanno stazionato fuori dall'impianto in attesa dello scarico, situazione questa rimossa attraverso la pronta emissione di ordinanze di divieto di sosta. La nota si conclude affermando che 'dai controlli effettuati emerge un'alta probabilità che le criticità evidenziate in fase di controllo presso l'impianto di Pioppogatto possano aver determinato, nelle zone limitrofe, la diffusione di odori fastidiosi tipici dell'attività'. Indipendentemente da ogni altro aspetto e considerazione e tralasciando la parte tecnica e le verifiche che dovranno essere ancora svolte dalle autorità competenti - prosegue Mungai- ciò che emerge, anche da questa nota, è la mancata certezza della provenienza delle maleodoranze che investono nella misura prevalente interi quartieri del comune di Viareggio. Il 18 gennaio è convocata in Regione a Firenze una prima riunione per affrontare per l'ennesima volta questo tema e in quella sede porremo le nostre domande che sono quelle che poniamo da anni e che è dovere di un amministratore porre. E' più di un decennio che esiste il problema dei cattivi odori a Viareggio e fino ad oggi non se ne è venuti a capo nonostante i solleciti e le campagne di monitoraggio sistematicamente effettuate ogni anno. spesso su sollecitazione proprio del comune di Massarosa che ha sempre fatto la sua parte mettendo a disposizione tutte le proprie forze. Gli odori sono sempre gli stessi da anni seppur sempre disomogenei (generici, bruciato, immondizia, fognatura) e a rigor di logica non possono essere riconducibili a fatti verificatisi un sola volta o in una sola stagione o in un solo anno, sia che si tratti di possibili malfunzionamenti agli impianti (non solo a Pioppogatto, ovviamente) sia che si tratti di altro. I rifiuti di Viterbo, ad esempio, gli altri anni non c'erano e nemmeno alla fine del 2017, periodo in cui vi sono state segnalazioni di cattivi odori. Chiederemo ad Arpat – prosegue Mungai - di fornirci tutti i resoconti e i verbali delle attività svolte dall'Agenzia da dieci anni a questa parte. Stessa cosa chiederemo all’Asl per quanto di sua competenza. Su Pioppogatto nello specifico mi domando chi, se e come, dall'inizio degli anni 2000 ad oggi, ha verificato non solo il rispetto delle autorizzazioni e delle fasi di lavorazione, ma anche gli interventi di manutenzione, dato che oggi Arpat ci dice che Ersu 'ha - cita il sindaco - ereditato un impianto in pessime condizioni di funzionamento impiantistico da Ve.Ra. srl'. Che nessuno degli enti deputati al controllo non si sia accorto di nulla prima e non abbia dato prescrizioni o fatto solleciti ci pare strano, in caso contrario li vogliamo vedere ma, ad ogni conto, è facile costatare che non hanno portato a nulla se siamo come siamo sempre punto e a capo. A queste e a molte altre domande qualcuno ci dovrà rispondere perché è inammissibile che a distanza, come detto, di oltre un decennio non ci siano certezze, che si sia ancora nel mondo delle ipotesi, che si usino i verbi al condizionale o avverbi come probabilmente. E' inaccettabile che i cittadini debbano continuare a sopportare il disagio e che le amministrazioni comunali, a partire da Massarosa, dal 2009 in prima linea, con impegno, serietà e senso di responsabilità per risolvere il problema, si ritrovino puntualmente all'inizio di ogni estate a dover disperdere forze ed energie per nulla. Vogliamo risposte definitive sulle cause e origini dei cattivi odori, sui responsabili, se ci sono, e soluzioni da chi ce le deve dare. Infine- conclude Mungai- mi chiedo come sia possibile che un’Agenzia regionale, in questo caso Arpat,  consigli  in questa nota, per quanto riguarda i quantitativi di rifiuti da trattare presso l’impianto 'di ridurre gli ingressi  extra bacino per evitare di sovraccaricare l’impianto' quando la stessa regione Toscana, ha autorizzato l’impianto  per il trattamento di un quantitativo di rifiuti maggiore di quello che in realtà poi è stato accolto nel 2017  a Pioppogatto”.

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