Fiori e candele per i due morti sul lavoro – Vd foto

Il nastro bianco e rosso usato ieri per circondare il luogo della tragedia, oggi è sistemato sui portalumini, abbandonati sui gradini di palazzo Pretorio, a pochi passi dal punto in cui hanno perso la vita i due operai della cooperativa agricola Morelli, Eugenio Viviani, 54 anni di Santa Maria del Giudice, e Antonio Pellegrini, 61 anni, di Lammari (Leggi). Li stavano sistemando alle finestre a bordo del cestello del ponte elevatore, quando il braccio meccanico ha ceduto, facendoli precipitare. Stamani (2 settembre) parenti, amici o semplici passanti hanno lasciato fiori in segno di lutto e vicinanza ad un dramma che ha segnato la città, che quest’anno si prepara ad una Luminara senza luci e ad una Santa Croce senza fuochi d’artificio.

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Ci sono anche delle candele votive, lasciate sotto le strutture di ferro usate per decorare a festa le facciate per la processione: i passanti e i turisti si fermano, molti non hanno saputo cosa è accaduto e allora si informano. Poi sostano qualche istante. Un pensiero alle famiglie, un brivido per molti di fronte ad una tragedia che per ora resta inspiegabile anche per la procura. Il pm ha aperto un fascicolo contro ignoti: l’ipotesi di reato è duplice omicidio colposo. Ma serviranno perizie e accertamenti tecnici per capire come possa essersi spezzato il braccio metallico del ponte elevatore. Tra le ipotesi c’è anche quella di un problema strutturale, legato forse ai materiali. Perché non ci sono segni di usura o di colpi e il sistema pneumatico, nonostante il cedimento, ha continuato a funzionare anche dopo l’incidente.
“Aspettiamo l’esito delle indagini”, ha spiegato anche il sindaco Alessandro Tambellini che stamani accompagnato dall’assessore Valentina Mercanti e dal presidente del consiglio comunale Francesco Battistini è tornato sul luogo della tragedia, affollato da giornalisti e telecamere dei tg nazionali. La tragedia di Lucca è quella delle tante morti bianche che ogni anno si continuano a registrare nel nostro Paese. Ma è anche il racconto di una disgrazia che colpisce le famiglie delle vittime ma anche l’intera comunità all’inizio del Settembre lucchese. “Un mese che per la città è in genere di festa – commenta il primo cittadino – ma di cui la tragedia di ieri ha cambiato i connotati. Quello che è successo muta profondamente il clima”.
Ed è per questo che l’indicazione del sindaco alla commissione della Santa Croce, che si riunirà lunedì (4 settembre) sarà chiaro: “Faremo la processione che è una ricorrenza religiosa ma l’indicazione che darò è quella di togliere tutti i connotati della festa”.
Poi il sindaco torna di nuovo a parlare dell’incidente: “Bisogna capire cosa è successo, la magistratura è a lavoro e i tecnici stanno facendo le loro valutazioni. Dovranno stabilire cosa sia accaduto, anche se razionalmente episodi del genere sembrano del tutto incomprensibili”.

Rob. Sal.

 

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