Simona Generali reinterpreta Joyce al ‘Colombo’ di Valdottavo

Si chiude il 2017 della nuova stagione teatrale del teatro Colombo di Valdottavo, sotto la direzione artistica del musicista–compositore Silvio Bernardi, con la prima nazionale della nuova produzione della compagnia stabile tutt’I soli del teatro Colombo Molly & Marion.
Il soliloquio liberamente tratto da Ulisse di James Joyce vede in scena l’attrice Simona Generali e Lara Panicucci al clarinetto, musica di Silvio Bernardi, regia di Simona Generali, disegno luci di Silvio Bernardi, fotografia di Alessandro Giuliani, una produzione Teatro Colombo Valdottavo e Spazio Leopoldo in collaborazione con Dryas Teatro Natura.

Molly Bloom, o forse dovremmo chiamarla Marion, o per meglio dire Penelope, la Penelope di Joyce, dal suo Ulisse del 1921, opera da molti considerata tra le più importanti del ventesimo secolo. Il romanzo è una giornata per le strade di Dublino vissuta da Leopold Bloom, uno dei tre protagonisti insieme alla moglie Molly Bloom e Stephen Dedalus. Diciotto episodi dove i suoi protagonisti rappresentano Ulisse (Leopold Bloom), Telemaco (Stephen Dedalus) e Penelope (Molly Bloom). La compagnia stabile tutt’Isoli del teatro Colombo con il contributo dell’attrice Simona Generali e l’associazione Dryas Teatro Natura affrontano nuovamente questo testo di Joyce, già portato in scena dalla stessa Simona Generali in Molly Bloom, con l’esigenza di fronteggiare non solo le parole, ma i respiri, di un testo così stilisticamente difficile, in una inedita regia di Simona Generali, la musica espressamente scritta e pensata da Silvio Bernardi come trasposizione del suono di quell’ incessante flusso di parole, interpretata al clarinetto da Lara Panicucci.
E’ la sera prima del 16 giugno 1904, giorno in cui si svolge tutta la giornata raccontata nell’Ulisse di Joyce, 18 ore, non un minuto di più, e Leopold Bloom fa una richiesta a Molly.
Da quella richiesta nasce un flusso ininterrotto di oltre quaranta pagine che conta due soli segni di punteggiatura ed è costituito di otto enormi frasi nelle quali Molly inizia a riflettere, prima di addormentarsi, un flusso incessante di idee, memorie, sensazioni, percezioni che scorrono liberamente e senza pause o cesure, proprio come fanno i pensieri nella mente umana.
Un modo questo per trasporre Penelope ai nostri giorni, l’attesa, a casa, nel letto, i pensieri che vagano e le azioni, quelle azioni che rendono libera Penelope-Molly (o Marion) dalla sua pesante figura di donna in eterna attesa, fedele e impeccabile.

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