Il preside denuncia i bulli: ora punizioni esemplari

“Quei ragazzi, spiace dirlo, non capiscono altro linguaggio che quello della repressione”. Sono parole che Cesare Lazzari, preside dell’Itc Carrara di Lucca pronuncia con amarezza oggi (18 aprile) rientrando a scuola dopo aver formalizzato una denuncia per il grave episodio che ha visto coinvolti alcuni studenti minorenni – tre di loro sono già iscritti nel registro degli indagati – in un atto di bullismo nei confronti di un professore di italiano e storia, 64 anni, lucchese, ripreso mentre veniva minacciato e insultato in classe e il cui video è diventato virale.

“E’ stato vedere quelle immagini diffuse senza tra l’altro che i volti venissero oscurati a convincermi che la scuola non poteva solo stare a guardare e prendere provvedimenti interni – racconta il professor Cesare Lazzari, dirigente della scuola -: a quel punto mi è sembrato che la denuncia fosse un atto dovuto. Sono andato alla polizia, come credo e anzi auspico farà anche il professore con il quale dovrò capire ancora alcune cose su come si sono svolti i fatti”.
“Il buon nome della scuola è stato offeso – aggiunge il preside -, noi tutti, i ragazzi, i professori siamo stati offesi”.
Quegli studenti oggi finiti nel mirino degli investigatori si erano già resi protagonisti di alcuni episodi di “scarsa disciplina” e “applicazione allo studio”, ma nulla “che avrebbe potuto mai far pensare – commenta il preside – a quello che è accaduto. L’obiettivo della scuola è quello di educare i giovani e non vogliamo rivalerci su questi ragazzi e le loro famiglie ma siamo convinti che servano misure importanti di repressione, proprio perché a queste persone erano stati dati tutti gli strumenti e le occasioni di dialogo per migliorare, anche con l’intervento di operatori esterni. Li avevamo inseriti in un percorso, ma l’episodio diventato di dominio pubblico ha dimostrato che, complici i social network, questi studenti non sanno riconoscere il limite che c’è e deve esserci tra uno scherzo e un reato. E la cosa disturba ancora di più perché a loro è stato insegnato e viene insegnato anche il diritto”.
Mentre le indagini faranno il loro corso, la scuola si prepara “a punizioni esemplari” nei confronti degli studenti coinvolti. “Deciderà venerdì il consiglio di classe”, spiega il preside. Ma la sospensione, a questo punto, appare inevitabile. “Il professore? Non mi ha fatto sapere subito dell’accaduto perché non voleva rovinare quei ragazzi – afferma il preside -: ora credo che sia inevitabile prendere le misure necessarie nei loro confronti”.

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