Le sculture di carta pronte a invadere il centro foto

Novità e tradizione: Cartasia, la biennale dedicata all’arte, al design e all’architettura in carta è pronta ad invadere Lucca con la sua nona edizione. La prima grande novità sta nel nome della manifestazione che da qui in avanti sarà Lucca Biennale – Paper, Art, Design. Lucca a significare il legame imprescindibile con la città che lo ospita e con un territorio dove da secoli si producono carta e cartone. Biennale per sottolineare la valenza artistica della kermesse che negli anni si è ritagliata una posizione autorevole a livello internazionale e vuole confermarsi uno spazio di confronto sui grandi temi dell’attualità, sulle nuove tendenze artistiche e culturali e sull’innovazione, capace di rivolgersi e coinvolgere addetti del settore, appassionati, artisti, designers, studenti o semplici curiosi.

La manifestazione, organizzata da Metropolis in collaborazione con il Comune di Lucca, il supporto di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Fondazione Banca del Monte di Lucca e in partnership con Ds Smith, è stata presentata questa mattina (25 maggio) da Emiliano Galigani, direttore di Lucca Biennale, insieme all’assessore alla cultura del Comune di Lucca, Stefano Ragghianti. Presente anche Gabriele Ragghianti, direttore artistico di Bass Europe, manifestazione che si svolgerà in contemporanea. Insieme, offriranno performance e incontri che uniscono le arti visive alla musica.
“Sono molto felice di presentare la nona edizione di Cartasia, una biennale che quest’anno avrà nuovi sviluppi – le parole di Emiliano Galigani -. Ringrazio l’amministrazione comunale e l’assessore Ragghianti, con il Comune c’è un dialogo collaborativo e proficuo . Grazie anche alle due Fondazioni e alla Ds Smith, che hanno sposato il progetto nella sua filosofia. La carta ha una valenza non solo industriale: il nostro è un territorio che fa carta dal 1300, questo è un motivo di orgoglio. Una tradizione straordinaria, che ci mette al secondo/terzo posto come maggior produttori di carta al mondo. Con un po’ di orgoglio mi sento di dire che il nostro ormai è diventato un appuntamento fisso. Vorrei che i cittadini lo vivessero con altrettanto orgoglio: si parla di tradizione, arte e cultura. Quest’anno abbiamo grosse novità, a partire da un nuovo logo che rimanda alla carta. Le quattro parole d’ordine saranno tradizione, cultura, innovazione e sostenibilità. La Lucca biennale è la più grande manifestazione al mondo sull’arte con la carta, l’unica che espone opere in carta (non in cartapesta). La nostra biennale vuole parlare di temi contemporanei proponendo domande tramite la carta e l’arte. L’ambizione è quella di stimolare una discussione sul contemporaneo. Il mondo della carta è immenso, non rappresenta solo un foglio bianco. Lucca sarà invasa da sculture e opere d’arte, con la presenza di artisti straordinari. La biennale ospiterà un paese ogni anno: si parte dalla Cina, dove è stata inventata la carta e dove abbiamo creato connessioni. Un’importante università cinese realizzerà un padiglione con la carta. Ci piacerebbe che le opere più riuscite restassero alla città, così da creare una collezione. Speriamo, infatti, di arrivare alla 100esima edizione. All’interno della biennale verrà anche prodotto un documentario sull’artista James Lake. Dai premi, all’arte performativa, il design, l’architettura, i talks fino agli eventi per bambini: il nostro obiettivo è quello di coinvolgere tutta la cittadinanza, cercando di rendere la biennale gratuita anche ai più svantaggiati”.
“La biennale rappresenta un importante evento che si lega alla città e al centro – commenta Stefano Ragghianti -. Carta è un elemento di grande ricchezza per il nostro territorio, sia per il settore industriale ma anche per la cultura e le riflessioni. Quale sarà il futuro della carta? La nuova generazione ne fa un uso diverso di questo strumento: prima di scrivere qualcosa, per esempio, invia un messaggio o una foto. La biennale è una manifestazione di grande livello, con le arti visive protagoniste, anche se quest’anno la manifestazione si arricchirà di altri elementi. Sarà un’invasione positiva per lo sviluppo culturale della nostra città. Il dialogo e la collaborazione di diverse forme di arte sarà fondamentale per la valorizzazione del nostro territorio. Sarà sicuramente un successo”.
Caos e silenzio: la ricerca di un equilibrio tra il mondo interiore di ciascuno di noi e la realtà che ci circonda, l’energia dei processi creativi, la chiusura al dialogo, la confusione (personale e sociale) che speso viene alimentata dalla modalità iper connessa di cui siamo immersi. Questi gli spunti suggeriti agli artisti che hanno partecipato al bando e hanno accettato la sfida di interpretare il tema Caos e silenzio scelto per la nuova edizione della Biennale lucchese dedicata all’arte, al design e all’architettura realizzati con la carta e il cartone, in programma a Lucca dal 4 agosto al 27 settembre.
In questa nuova veste, per ogni edizione la biennale avrà un paese ospite. Il primo sarà la Cina, terra in cui la carta è stata inventata. Per il 2018 verrà organizzato un primo focus con talks, eventi e una particolare vetrina per gli artisti cinesi, grazie alla realizzaione di un’architettura in cartone. In collaborazione con le università di Tongji (Shangai) e Tsinghua (Pechino), infatti, verrà creato un vero e proprio padiglione in carta che ospiterà un’esposizione dedicata esclusivamente alla Cina.
Sempre a partire da quest’anno, Lucca biennale conferirà dei premi agli artisti della kermesse, riconosciuti tra i più interessanti del panorama internazionale. Menzione d’onore andrà allo scultore britannico James Lake che utilizza il cartone per le sue opere. Sfruttando a pieno il potenziale espressivo di questo materiale, Lake intaglia, manipola e mette insieme strati di cartone da imballaggio arrivando a creare opere scultorie di rara intensità. Il premio alla carriera andrà invece all’artista giapponese Nahoko Kojima, una delle principali esponenti della Paper Art che realizzerà per la biennale un’opera su commissione.
Sono circa 400 gli artisti che hanno partecipato ai tre corsi per artisti, designer e architetti indetti dalla biennale per selezionare le opere dell’edizione 2018. Le domande sono arrivate letteralmente da tutto il mondo: Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Messico, Argentina, Giappone, Korea, Egitto, Cile, Ungheria, Portogallo, Russia, Indonesia, Slovacchia, Polonia, Olanda, Belgio, India, Africa, Grecia, Israele, Iran e Italia, ovviamente. Le opere monumentali, che rendono unica Lucca biennale rispetto alle altre manifestazioni dedicate alla paper art, saranno allestite in tutta la città e ancora una volta la trasformeranno in una galleria d’arte a cielo aperto. Piazzale Verdi, piazza San Frediano, piazza San Francesco, porta dei Borghi, il loggiato di palazzo Pretorio, piazzale Arrigoni, piazza Cittadella, piazza Antelminelli, piazza Napoleone e il giardino degli osservanti ospiteranno le opere selezionate. Gli artisti risiederanno a Lucca per un mese e potranno realizzare le loro installazioni, come già accaduto nel 2016, alla Cavallerizza.
Nel programma di Lucca biennale anche performance, eventi per bambini e una tre-giorni di conferenze e confronti tra artisti, curatori, critici, direttori di musei e rappresentanti delle università di belle arti di tutto il mondo. Il programma completo presto online su www.cartasia.it e www.luccabiennale.it.

Claudio Tanteri

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