Il prete pedofilo ai domiciliari a Bagni di Lucca

Si è ritrovato agli arresti domiciliari in un luogo, la Valle del Serchio, che ama e dove avrebbe voluto svolgere il sacerdozio. Almeno prima di venire scoperto e poi sospeso. Il prete accusato di abusi sessuali su una minorenne è agli arresti in una casa di proprietà in una frazione montana di Bagni di Lucca. Qui si trova don Paolo Glaentzer, il parroco di 70 anni di Calenzano, arrestato lunedì sera (23 luglio) dai carabinieri dopo essere stato sorpreso nudo nell’auto in compagnia di una bambina di appena 10 anni, che le era stata affidata dai genitori. E qui resterà per volere del gip di Prato che ha respinto la richiesta della procura che chiedeva il carcere per il sacerdote. Una vicenda inquietante, che il gip nell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari ripercorre, sostenendo che c’era il rischio di nuovi abusi.

Per il giudice, infatti, il sacerdote che era parroco in una chiesa della diocesi di Firenze, ma che non appartiene al clero fiorentino, avrebbe potuto abusare ancora di altri bambini. Per il gip di Prato Francesco Pallini, nei fatti che lo stesso parroco ha confessato si dimostra “un pervicace radicamento dell’indagato in siffatte devianti e illecite modalità di condotta”.
“Pensavo che quella bambina avesse 15 anni”, avrebbe detto agli inquirenti il parroco che quando è stato scoperto ha rischiato di essere linciato dalla folla. Per la bambina, che era seguita dai servizi sociali, è stato invece disposto un sostegno psicologico.
Secondo quanto è stato ricostruito, il sacerdote si era fermato attorno alle 22 di lunedì sera nel parcheggio di un supermercato lungo il tragitto tra la sua parrocchia – una chiesa in provincia di Firenze – e la casa della bambina. Qui, restando all’interno dell’auto, si sarebbe spogliato e avrebbe molestato la bambina. E’ stato un passante che vive nella zona a notare i due nell’auto, in un angolo piuttosto buio. Il parroco era con i pantaloni abbassati quando è stato aperto lo sportello per far uscire la bambina, dando l’allarme al vicinato. Un gruppetto di persone si è così raccolto nel parcheggio. Tra questi c’era anche il padre della bambina e in attesa dell’arrivo dei carabinieri ci sono stati momenti di tensione. Alcuni hanno cercato di colpire il prete, per linciarlo, ma sono stati bloccati dai carabinieri.
Secondo l’accusa, non era la prima volta che la bambina si trovava da sola con il parroco, che ha detto di avere con la minore una relazione affettiva, spiegando però agli inquirenti che sarebbe stata lei a prendere sempre l’iniziativa. Una affermazione alla quale nessuno ha creduto.

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