Parlano i felpati: “Il lavoro aumenta ma la paga cala”

Oltre 50mila biglietti venduti per questo secondo giorno di Lucca Comics and Games che dopo la giornata di pioggia di ieri finalmente vede risplendere anche un po’ di sole. Non tutti però, sembrano sorridere. Dopo la lunga polemica che ha visto anche diverse scintille in consiglio comunale ecco che i ‘felpati’, adesso tutti sull’attenti ai padiglioni con le loro divise fucsia, alzano di nuovo la voce sulla paga che, a loro parere, sarebbe troppo bassa. Dopo l’abolizione dei voucher, ricordiamo, dallo scorso anno infatti oltre al metodo di pagamento è cambiato anche l’importo: adesso, i ragazzi, riceveranno ‘solo’ 4,60 euro l’ora.

Lucca Crea, in seguito alle prime polemiche, ha reso noto che l’attività dei felpati è stata affidata con regolare bando chiedendo garanzie di applicazione del contratto collettivo nazionale del lavoro (categoria portierato), sottoscritto dai sindacati maggiormente rappresentativi, in linea con le tabelle retributive previste dal Ministero del lavoro. La società ha ottenuto così anche la massima tutela dei ragazzi e delle ragazze, imponendo che tutto il personale dell’appaltatore debba essere assunto con regolare contratto di lavoro subordinato e con il puntuale versamento dei contributi e premi all’Inps ed all’Inail. Paga più bassa, quindi, ma un vero contratto e un’assicurazione privata con risarcimento di tutti gli eventuali danni. Ma, a quanto pare, forse anche per colpa di un duro confronto con le passate edizioni, non basta.
“Gli altri anni non abbiamo mai avuto nulla da ridire, stavolta però siamo un po’ tutti abbattuti – spiega uno dei ragazzi che lavora alla manifestazione da ben sette anni –. Non vorrei dire cose inesatte ma adesso credo che non ci paghino nemmeno gli straordinari e il giorno festivo di oggi. Incredibile essere pagati la metà da un anno a un altro”.
“Com’è possibile che aumentano i giorni di lavoro e la paga diminuisce? – dice un ‘felpato’ dello stesso padiglione –. Ci hanno avvertito di questo cambiamento per email, inviandoci un allegato quasi da presa in giro. Però che dobbiamo fare? Il lavoro è lavoro”.
“Sono un po’ arrabbiato perché il lavoro qui ai Comics per me è sempre stato un appuntamento importante che mi dava almeno un minimo di sicurezza economica. Sono uno studente disoccupato e un po’ di soldi in più fanno sempre comodo. Spero tornino ai ‘santi vecchi’”.
C’è chi invece ha preso la notizia con tutt’altro spirito: “Lavoro qui da tanti anni e senza dubbio mi dispiace che la paga si sia ridotta in modo così drastico – spiega una ragazza – ma alla fine chi se ne frega, per me è sempre un onore indossare questa felpa e ogni anno, nonostante tutto, mi diverto sempre tantissimo”.

Giulia Prete

 

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