Festa per i 40 anni della sede comunale, M5S non sarà al Consiglio

Dopo il consigliere di Forza Italia Daniele Lazzareschi anche il Movimento Cinque Stelle diserterà il consiglio comunale per i 40 anni dello spostamento della sede comunale in programma domani (23 novembre).
“Si tratta di un’assenza – dice – dettata dal rispetto che il Movimento ha per i cittadini, i quali, secondo la logica di governo del sindaco, debbono restare cittadini da spremere con le tasse
(ricordiamo l’Imu al massimo per i capannoni e gli immobili a disposizione), per poi dilapidare le risorse versate in “fumosi” progetti come l’aeroporto di Capannori, che ad esempio in 8 anni
è costato più di 1,7 milioni di euro oltre ai buchi di bilancio e infine è fallito, con sentenza confermata in appello, giusto pochi giorni or sono”.

“Ma con che faccia – commentano i consiglieri – gli amministratori pensano di presentarsi al cospetto dei cittadini? Dopo aver dilapidato le risorse della cittadinanza? Ovviamente più si fanno feste, manifestazioni, inaugurazioni anche del niente e più si cerca di annebbiare la mente dei cittadini, credendo di essere una città o una eccellenza del territorio. Dal maggio 2014 abbiamo sempre sostenuto che bisognasse fare il consiglio comunale il sabato mattina, per non gravare sulle spalle dei contribuenti. Ci è stato sempre risposto che il sabato mattina c’è chi deve fare la spesa, o chi non ci pensa proprio a venire. Ecco il rispetto che gli amministratori hanno per voi cittadini, ma ovviamente domani c’è da fare passerella, per cui per un giorno via il “problema” del sabato al consiglio comunale”.
“Ribadiamo che non intendiamo prendere in giro i cittadini – concludono i consiglieri pentastellati – per cui non partecipiamo a questa farsa, ma ci stiamo organizzando per le amministrative del 2019. Preferiamo essere lì, per concorrere e rappresentare i bisogni dei cittadini. Alle scene di giubilo del delfino di turno (sindaco Menesini), non partecipiamo. Anche il mentore (Del Ghingaro) del delfino sembra aver abbandonato il proprio pupillo, segno evidente che Capannori non c’è. A volare troppo in alto, inevitabilmente, ci si brucia”.

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