Strangola il figlio con il cavo del computer

Era tornato in Val di Susa da pochi mesi dopo la fine di una lunga relazione con la compagna con la quale si era trasferito a Lucca. A casa, però ha trovato una fine orribile, strangolato dal padre adottivo con il cavo del computer. E’ stato il genitore, Flavio Forla, 70 anni, dentista in pensione ad avvisare i carabinieri: “Venite a prendermi”, ha detto in lacrime al telefono di fronte al cadavere del figlio Giacomo, 36 anni. Una lite furibonda, l’ennesima scoppiata tra i due nella loro abitazione di Sant’Antonino Val di Susa, in provincia di Torino. 

La vittima secondo quanto ricostruito dai carabinieri soffriva di disturbi della personalità e ultimamente stava attraversando un periodo difficile. Giacomo dopo la fine della sua relazione a Lucca aveva dovuto tornare a casa, ma la situazione trovata, la conclusione di una storia d’amore e l’amarezza per aver dovuto fare un passo indietro avevano creato tensioni e riaperto vecchie ferite in famiglia. Un figlio difficile, Giacomo, con frequenti attacchi d’ira che si erano più di recente riaccesi con il padre, fino alla tragedia di oggi (14 gennaio).
Nonostante i loro rapporti difficili, Forla che è stato anche vicesindaco di Sant’Antonino, aveva continuato a prendersi cura del figlio.
Oggi secondo quanto ricostruito dai carabinieri quando la moglie è uscita per fare la spesa, la situazione è precipitata. Tra i due, per motivi ancora da chiarire, è scoppiato un diverbio e l’anziano padre ha afferrato un cavetto del computer e ha soffocato il figlio.
Un gesto di disperazione, terribile. Spiegabile secondo chi conosceva bene Flavio con l’esasperazione.
La moglie, insieme a tanti amici della famiglia, si è subito recata a casa di Forla. In paese lo conoscono tutti: medico di base, dentista, vicesindaco dal 2004 al 2009, direttore sanitario della casa di riposo. Giacomo era stato adottato quando ancora era un bambino, una scelta convinta quella dei genitori. Però i rapporti fra di loro non erano mai decollati e ultimamente, secondo quanto raccontato agli inquirenti, erano sempre più difficili.
Forla, arrestato dai carabinieri, è stato ascoltato dal magistrato della procura di Torino, Giulia Marchetti, mentre i carabinieri e la scientifica hanno svolto un accurato sopralluogo sulla scena del delitto.
L’intero paese è sotto choc. Forla era molto conosciuto, non soltanto per essere stato a lungo medico di famiglia e poi dentista. Si era poi dato anche alla politica arrivando a ricoprire per un mandato l’incarico di vicesindaco. Il figlio, descritto come da sempre problematico, si era invece allontanato dai genitori. Aveva intrapreso una relazione in Lucchesia dove aveva deciso di trasferirsi per qualche anno insieme alla compagna. La relazione però era finita drasticamente e questo potrebbe aver complicato la situazione anche in famiglia. Fino al dramma di quest’oggi. “Forla gli è sempre stato accanto e ha sempre cercato di aiutarlo – spiega chi lo conosce bene riferendosi all’ex dentista -. Ultimamente le cose si erano aggravate e gestire Giacomo era diventato impossibile. Forla era dimagrito, non rispondeva nemmeno al telefono, non si faceva più vedere in giro”.

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