Sindacato Ue, lavoratori contro Sofidel in attesa del giudice foto

Quella di giovedì (7 febbraio) sarà una giornata molto importante per il mondo sindacale lucchese e non solo. Il tribunale del lavoro sarà infatti chiamato a pronunciarsi sulla vertenza che vede contrapposti i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil riuniti sotto il cappello di Uni Europa da una parte e Sofidel dall’altra. Il motivo del contendere è la mancata costituzione del comitato aziendale europeo. L’azienda non ha impedito ai lavoratori il diritto di riunirsi in questo comunicato ma ha negato l’opportunità di pagare ai rappresentarsi sindacali i voli e i traduttori per potersi incontrare. Un modo, sostengono i sindacati, per azzoppare questa iniziativa che è garantita dalle normative europee e che è già stata messa in pratica da altre multinazionali del settore da anni. Per questo i vari sindacati europei si sono rivolti al tribunale. 

“Dobbiamo smettere di considerare Sofidel come un’azienda a conduzione familiare – afferma Pier Verderio, responsabile internazionale Fistel Cisl -. Sofidel è a tutti gli effetti una multinazionale presente in molti paesi europei e adesso anche negli Stati Uniti. In queste condizioni, i lavoratori hanno diritto ad istituire un comitato aziendale europeo con cui discutere con la casa madre, almeno una volta all’anno, le strategie aziendali per ogni paese. Secondo le normative europee, è sufficiente la richiesta di due paesi per costituire il comitato: oltre all’Italia, la domanda è stata presentata anche da Spagna, Inghilterra, Belgio, Germania e Polonia da oltre 4 anni”.
“L’azienda – prosegue Verderio – non ha negato la costituzione del comitato ma ha posto due condizioni: che gli incontri avvengano in videoconferenza e che si svolgano esclusivamente in inglese. La motivazione data per queste richiesta è quella del rispetto per l’ambiente non facendo prendere voli ai rappresentanti sindacali. Una posizione risibile e assurda. Non crediamo che un volo di linea non parta se non viene preso da un rappresentante sindacale. Per questo abbiamo deciso di rivolgerci al tribunale del lavoro. C’è già stato un tentativo di conciliazione andato a vuoto e stavolta speriamo che si possa arrivare ad una sentenza”.
“Sappiamo che la legge è dalla nostra parte e attendiamo giovedì con fiducia – aggiunge ancora Verderio -. Siamo determinati ad andare avanti e a portare il caso Sofidel in ogni sede possibile. Porteremo il caso anche di fronte alla Commissione europea per far vedere come una grande multinazionale aggiri una normativa a tutela dei lavoratori. In questo settore, le multinazionali europee hanno già creato questi comitati da anni. Non credo nemmeno che alla Confindustria faccia piacere questo atteggiamento da parte di una propria associata che la espone a critiche da parte delle istituzioni europee. Se, come sostiene la proprietà, l’azienda vuole essere socialmente responsabile deve innanzitutto rispettare i diritti dei lavoratori garantiti dalle normative europee”.
A spiegare perché questa sentenza è così importante è Nicolai Constantinou, capo dipartimento del settore grafico internazionale di Sofidel: “Le normative europee impongono alle aziende di informare i lavoratori sulle decisioni aziendali prima che queste vengano rese esecutive, per fare in modo che si attivi un processo consultivo che coinvolga i lavoratori nelle scelte strategiche dell’azienda. Poi i manager possono anche non tenere conto delle richieste dei lavoratori ma devono farlo motivando le loro decisioni. Il comitato non è un luogo di contrattazione ma informativo: venire a conoscenza in anticipo delle decisioni strategiche che vuole prendere dall’azienda diventa molto importante poi in sede di contrattazione. È un diritto garantito dall’Unione europea e se questo diritto non viene fatto rispettare vuol dire che c’è qualcosa che non va”.
A spiegare concretamente perché questa sentenza è così importante ci pensa Massimiliano Bindocci di Uilcom Uil che parla senza mezzi termini di rischio delocalizzazione: “C’è un problema di chiarezza a livello normativo su cui l’azienda gioca ma per discutere delle scelte strategiche il comitato aziendale europeo è il luogo adatto. Nonostante l’azienda sia in crescita, nel 2018 si è registrata una riduzione delle buste paga. Si tratta di un’azienda molto fiera di se, abituata a vincere e che mal volentieri si presta al confronto. Per questo il comitato è molto importante”.
“Sofidel è il secondo gruppo a livello europeo per quanto riguarda il settore tissue e produce il doppio di quanto viene consumato in italia. Questo significa che ha una predisposizione all’esportazione – chiosa Verderio – Se la casa madre decide di spostare la produzione in altri paesi le ripercussioni per i lavoratori italiani sarebbero gravi. Per questo la sentenza di giovedì è fondamentale”.
“La creazione del comitato per noi è indispensabile – ha aggiunto Simone Tesi di Slc Cgil -. Le risposte date dall’azienda non sono accettabili e quindi metteremo in campo tutte gli strumenti possibili. Siamo determinati ad andare avanti”.
“L’azienda è cresciuta molto negli ultimi anni ma non ama le relazioni sindacali – conclude Federico Fontanini di Fistel Cisl – C’è sempre stato rispetto delle parti e la contrattazione è sempre stata portata aventi seppur con fatica. Ciò che manca è questo organo che metta a conoscenza i lavoratori delle volontà dell’azienda”.

Luca Dal Poggetto

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