Minniti (Lega): “Bianucci non paragoni i volontari ai migranti che hanno operato sul parco fluviale”

E’ polemica sull’iniziativa che ha visto impiegati migranti nella ripulitura del parco fluviale. Il consigliere comunale della Lega, Giovanni Minniti, attacca il consigliere di Sinistra con Tambellini Daniele Bianucci dopo uno scambio di botta e risposta. “Non ho assolutamente fatto riferimenti al mondo del terzo settore – afferma Minniti facendo riferimento ad un suo commento sulla questione -. Il termine volontarietà è stato da me usato con riferimento alla prestazione lavorativa volontaria da parte dei migranti cosa del tutto ovvia data l’illiceità della coazione in materia di lavoro per di più non retribuito. Il referente per i diritti, non si sa bene di chi, comprenderà che la locuzione volontarietà della prestazione ha un significato ben diverso dal concetto di volontariato vero e proprio le cui caratteristiche, così come delineate dalla legge 266/1991, sono spontaneità, gratuità e continuità dell’impegno”.

“Nel caso dei migranti del parco fluviale manca l’elemento fondamentale della spontaneità – aggiunge Minniti – atteso che costoro sono stati indotti da Comune e Regione a prendere parte al progetto per mere finalità propagandistiche nell’ambito del patto integrazione (presunta) in cambio di lavoro gratis. Al contrario, i veri volontari delle Misericordie e delle mille associazioni presenti in città (tanto per usare le parole di Bianucci), ai quali va il mio plauso, maturano la decisione spontanea, personale ed intima di aiutare chi ha bisogno svolgendo gratuitamente anche attività di pubblica utilità come nel caso del personale della protezione civile. Il volontario, sa bene Bianucci, svolge la propria opera in modo spontaneo e gratuito mentre al migrante viene chiesto di lavorare gratis ma può decidere se farlo o meno. Tambellini, Bianucci e Del Chiaro dovrebbero evitare di fare paragoni errati con il mondo del volontariato. I migranti non sono affatto volontari e con i lavori al parco fluviale la solidarietà c’entra come i cavoli a merenda trattandosi di vero e proprio sfruttamento di manodopera a costo zero”.

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