Morte Franceschi, nuovi dubbi su sorte organi

Torna il mistero sugli organi di Daniele Franceschi. Ad oltre otto anni dalla sua morte nel carcere di Grasse, in Francia, ai familiari di Daniele Franceschi, carpentiere viareggino che all’epoca aveva 36 anni, è stata inviata una lettera da un sedicente ex compagno di cella a firma Sadiq Prison. La missiva pone dubbi nuovi dubbi sulla sorte degli organi del giovane italiano, ipotizzando un macabro espianto degli stessi. Gli organi di Daniele non sono mai stati restituiti alle autorità italiane. Impossibile, dunque, eseguire una regolare autopsia a causa delle condizioni in cui il cadavere fu restituito.

Il documento è in possesso dell’avvocato viareggino Aldo Lasagna, incaricato dai familiari di rendere pubblica la notizia, che ha seguito il caso dall’inizio e che è intenzionato ad informare quanto prima le autorità inquirenti transalpine per far riaprire il caso.
“Nonostante varie assicurazioni e promesse – dice l’avvocato – di restituzione degli organi ai familiari, questo non è mai avvenuto, ed ora chiedono chiarezza una volta per tutte alle autorità francesi”.

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