Furti e rapine in Versilia, due in manette

Compirono furti e rapine in Liguria e in Versilia, 2 arresti. In manette sono finiti un 23enne polacco e un 32enne di origini marocchine. I carabinieri della compagnia di Sarzana hanno arrestato la notte scorsa (8 aprile) i due destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Lucca, con l’accusa di aver compiuto una serie di furti e di rapine tra il levante ligure e la Versilia.

Il giovane polacco è stato rintracciato dai militari a Massa, mentre il complice, già in carcere per altri reati, si è visto notificare il provvedimento nella casa circondariale di Massa. Il 31 gennaio scorso, nel corso di un controllo all’interno di un’area dismessa vicino alla stazione ferroviaria di Sarzana, i carabinieri avevano controllato i due giovani stranieri, trovandoli in possesso di vari oggetti, tra cui documenti, telefoni e una tessera bancomat, oltre ad un sacchetto di monetine, che, a seguito di accertamenti, sono risultati frutto di una rapina e di un furto perpetrati a Viareggio il giorno stesso.
Secondo quanto accertato dagli inquirenti, i due giovani, che indossavano felpe con cappuccio, dopo aver infranto a colpi di piccone la vetrina di un negozio ed averlo svaligiato, avevano poi rapinato il titolare di un vicino esercizio commerciale che si era trovato ad assistere alla loro fuga. I due lo avevano aggredito, colpendolo con calci e pugni, minacciandolo con un cacciavite e portandogli via, dopo averlo gettato in terra, uno zainetto contenente parte della refurtiva poi trovata a Sarzana. Sono accusati di 5 colpi commessi nel giro di un mese. 
Gli investigatori hanno così acquisito la denuncia della vittima della rapina commessa a Viareggio e le immagini di un sistema di videosorveglianza e da lì sono partiti, ricostruendo una serie di episodi di cui i due si sarebbero resi responsabili nell’arco di circa un mese. In particolare è risultato che i due, a bordo di uno scooter rubato alla Spezia, avrebbero commesso un altro furto ai danni di un bar di Bolano, di cui avevano infranto la vetrina con un mattone. Il mezzo era stato poi intercettato da una pattuglia dei carabinieri di Sarzana e, dopo un inseguimento, era finito a terra ma i due erano comunque riusciti, complice l’oscurità della notte, a far perdere le proprie tracce nella boscaglia, abbandonando a terra alcuni cocci di un salvadanaio, lo stesso rubato poco prima nel bar, su cui avevano lasciato le proprie impronte digitali.
Il paziente lavoro dei carabinieri, che hanno esaminato ore di filmati relativi a furti commessi con la stessa tecnica e confrontato le impronte digitali repertate, ha consentito così di addebitare ai due, oltre al furto e alla rapina di Viareggio, il furto dello scooter alla Spezia e quello ai danni del bar di Bolano, nonché, proprio grazie alle impronte, quello commesso ai danni di uno studio medico di Viareggio, del quale avevano frantumato la vetrata a colpi di mazza e forzato il registratore di cassa. La refurtiva dei colpi era poi stata nascosta in un piccolo rudere nei pressi lo scalo ferroviario di Sarzana dove i due erano stati sorpresi dai carabinieri.

v.b.

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