A Vorno la mostra di Titta Cosetta Reccagni sui “Cannibali” del terzo millennio

Quale corpo ha statuto legale e politico? Quale corpo ha oggi il diritto di vivere? Sono questi gli interrogativi che hanno ispirato la mostra dal titolo I cannibali, visitabile fino al 31 maggio allo Spazio performatico ed espositivo di Vorno. La mostra è curata da Titta Cosetta Raccagni (ideazione, ricerca, coordinamento artistico), Roberto Odorico (ricerca materiali, organizzazione ed allestimenti tecnico-biologici) ed Elia Gasperini (ricerca materiali ed assistenza tecnica).

I cannibali nasce da una visione cruda e disturbante: un corpo annegato che viene mangiato dai pesci. Il corpo nell’opera diventa allora simbolo del migrante ma anche di noi tutti, di chi siamo, dell’umanità intera in questo Terzo millennio. Un’umanità in bilico tra il potersi riprodurre artifcialmente all’infnito attraverso le nuove tecnologie e il rischio di potersi estinguere molto presto, se non cambieremo le nostre abitudini di vita e il nostro impatto devastante sul pianeta. I cannibali è dunque anche un’opera specchio, che si introduce in queste rifessioni e che diventa essa stessa parte di questa contraddizione, (ri)producendo un ciclo di morte e vita in una vasca d’acquario. E se noi umani siamo una specie in via d’estinzione, sarà la natura a riprendersi il sopravvento?”.
Titta Cosetta Raccagni, artista milanese, si laurea nel 2001 in Storia del Cinema e nello stesso anno ottiene il diploma di Filmmaker alla Scuola del Cinema di Milano. Da sempre attiva nel circuito indipendente italiano, ha fatto sperimentazione e ricerca in ambito video, realizzando reportage, documentari, corti e visuals. Ha lavorato per e con Gabriele Salvatores, Alina Marazzi, Luca Bigazzi, Francesca Comencini, Fabrizio Bentivoglio, Alessandra Speciale. Il suo lavoro Manga kissa è stato selezionato per far parte del film Life in a day prodotto da Ridley Scott. Collabora da dieci anni con Filmmaker, storica realtà del cinema indipendente milanese e promotore di alcune sue opere, tra cui Lezione di anatomia (2006) Dalle mani (2009) e Martesana, le stagioni in città, opera ibrida tra documentario e videoarte.
Dal 2011 ha iniziato una ricerca sulla sessualità e la pornografia, che indaga attraverso il video e l’arte performativa. Ha organizzato la Ladyfest, festival a tematica di genere, ha fatto parte del gruppo di registe Le ragazze del porno, progetto cinematografico per una pornografia altra. Sulle tematiche di identità genere e sessualità nel 2016 realizza Diario blu(E) e inaugura il progetto artistico Pornopoetica.

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