Sicurezza nelle scuole, Regione non accoglie emendamento Marchetti: “Occasione persa”

“È inaccettabile che la giunta, dopo un chiaro pronunciamento dell’assemblea toscana che l’ha impegnata a redigere il piano dedicato che avevo richiesto, presenti una nota che si limita a un allargar di braccia, riversando la responsabilità su dirigenti scolastici ed enti locali mentre ritiene sufficienti le iniziative di sensibilizzazione messe in campo dalle Asl”. Così il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti dopo che la Giunta guidata da Enrico Rossi ha “stoppato” un emendamento che chiedeva alla Regione la realizzazione di un piano che equiparasse gli edifici scolastici a luoghi di lavoro, con relative norme di sicurezza.

Era l’inizio dello scorso novembre: al liceo classico Machiavelli, si registrò il crollo di una finestra nel cortile dell’istituto dove, essendo orario di ricreazione, si trovavano docenti e studenti. Uno degli studenti rimase ferito e venne trasportato in ambulanza, in codice giallo, al pronto soccorso dell’ospedale cittadino. Anche a seguito di quell’episodio, non il solo in quel periodo in Toscana, il Capogruppo di Forza Italia ottenne da parte del Consiglio regionale, che approvò la sua mozione in questo senso, che la Giunta toscana si attivasse per elaborare un Piano di prevenzione in cui le scuole della Toscana venissero trattate come gli altri luoghi di lavoro, con controlli e verifiche a tutela dell’incolumità dei ragazzi, dei docenti e degli altri lavoratori. Dopo l’approvazione da parte del parlamento toscano, adesso arriva dalla giunta regionale una nota: “Più di così noi non possiamo fare. Questo è in sostanza ciò che scrive la giunta regionale nella nota di attuazione alla mia mozione – fa sapere Marchetti -. Andare a scuola non può essere una roulette russa quotidiana. È vero che la competenza sull’edilizia scolastica è, a seconda dei livelli scolastici, dei Comuni e di queste entità fantomatiche a cui il Pd ha ridotto le Province. Questo lo sapevo anche io. Ma stando alle cronache evidentemente così non va, e per questo ho individuato un modo che potesse imprimere una svolta al problema tramite le competenze regionali. L’intero Consiglio toscano mi ha dato ragione, ma la giunta oggi dichiara che sta già facendo il massimo”.
A scorrere la nota di attuazione predisposta per la mozione Marchetti, la giunta asserisce che le Asl toscane svolgono “attività di competenza in materia di ispezioni di ufficio” e “interventi di formazione/sensibilizzazione nelle scuole”. Per sé la Regione rivendica “la sola competenza programmatoria”, ovvero “il compito di distribuire sul territorio le risorse disponibili […] a seguito delle richieste presentate dagli Enti”. Inoltre la giunta vanta “l’approvazione del Piano triennale 2018-2020” dedicato a “gli interventi infrastrutturali nel settore dell’edilizia scolastica”. Ma del Piano di verifica sulla sicurezza del lavoro negli edifici scolastici della Toscana a cui la impegnava il Consiglio regionale approvando la mozione Marchetti non c’è traccia.
“È un’occasione perduta – commenta contrariato Marchetti -. Purtroppo questa volta ciò accade su una materia delicata che impatta più direttamente che mai sui toscani più deboli come i nostri bambini e ragazzi, in larga misura minorenni come sono gli studenti, oltre che sui loro docenti e sul personale amministrativo. Spiace che dal Pd debba arrivare questo arroccamento di posizione su un segmento importante della quotidianità di tanti giovani toscani che trascorrono ore ed ore in ambienti che si dimostrano ripetutamente malsicuri e inadeguati”.

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