Contributo per assistenza familiare negato a ex dipendente pubblico

Brutte notizie per i dipendenti pubblici che, per meglio assistere i propri congiunti con gravi invalidità ed accompagnamento per deficit motori, psichici, visivi od altro, avevano scelto il pensionamento anticipato dell’Ape Social. E’ quanto scoperto anche a Lucca da un dipendente in questione che in questi giorni ha avuto una doccia fredda considerato come per seguire un familiare, grazie al progetto Home Care, aveva potuto assumere una costosa badante, sentendosi in qualche spalleggiati da un  diversificato contributo, stabilito dall’Inps in base a diversi parametri, fra i quali l’Isee familiare.

Alla domanda di rinnovo di un home care, già precedentemente autorizzato e riconosciuto ad un ex dipendente pubblico lucchese, ora in Ape Social, è stato chiarito che “il diritto alla contribuzione Inps alle spese sostenute per assistere l’invalido, come detto privilegio riconosciuto a dipendenti  e pensionati pubblici, non è dovuto a titolari di pensione anticipata Ape Social”.
“Che proprio, paradossalmente, per assistere i loro congiunti invalidi avevano pensato di pensionarsi anticipatamente – spiega l’ex dipendente interessato -. Infatti a seguito di chiarimenti pervenuti dalla direzione centrale Inps viene comunicato che i titolari di Ape sociale non possono presentare domanda per Hcp in quanto non in possesso di un trattamento pensionistico ma di una prestazione assistenziale che accompagna alla pensione. Non sono dunque configurati pertanto come pensionati della gestione pubblica. Le domande di rinnovo, in questi casi, saranno pertanto respinte. A questo punto è lecito domandarsi quali finalità aveva ed ha il progetto Home Care e quanto va incontro alle difficoltà economiche di coloro i quali, proprio nell’interesse dell’invalido, avevano deciso un pensionamento anticipato che però, in quanto Ape Social, pare non sia giusto definire pensione”.

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