Gli 007 lucchesi indagano sulla strage di Erba

007 lucchesi al lavoro su uno dei casi di cronaca nera che più hanno impressionato l’opinione pubblica negli ultimi anni. L’agenzia investigativa Falco di Lucca, leader del settore e sempre in primo piano per quanto riguarda le indagini penali, ha assunto, infatti, l’incarico di svolgere accertamenti investigativi sulla strage di Erba dell’11 dicembre 2006.
Il mandato è stato affidato all’agenzia da Azouz Marzouk, padre del piccolo Youssef Marzouk e marito di Raffaella Castagna, due delle vittime del delitto. Adesso l’agenzia ha il compito di verificare e ricostruire le dinamiche dell’evento e soprattutto di passare sotto la lente le sentenze che hanno individuato, in via definitiva, i colpevoli nei coniugi e vicini di casa Olindo Romano e Rosa Bazzi.

Il direttore dell’agenzia investigativa Falco, l’investigatore privato Davide Cannella, si è avvalso della collaborazione di un team specializzato nelle indagini, composto da investigatori privati, tecnici e criminologi, per poter svolgere ricerche a tutto campo.
“Il signor Azouz Marzouk – dice l’investigatore Cannella – ha sempre avuto numerosi dubbi sulla versione ufficiale delle indagini, non ne condivide i risultati e non è convinto della colpevolezza dei coniugi Romano, che attualmente sono stati individuati come i responsabili della strage. Per questo si è avvalso della professionalità di esperti del settore che potessero sbrogliare la matassa di questo delitto. Il signor Marzouk ha le sue idee su come si possono essere svolti i fatti, ipotesi che andranno verificate. Ad oggi non mi sento di esprimere un giudizio sulla colpevolezza di Olindo Romano e Rosa Bazzi, posso dire di non essere né colpevolista né innocentista, è certo però che sulla ricostruzione del delitto nutro molti dubbi”.
“Le sentenze di condanna ai coniugi Romano – spiega Davide Cannella – si basano su tre elementi d’accusa: e confessioni rilasciate da Romano e Rosa al loro avvocato e al criminologo Massimo Picozzi, sulle quali abbiamo riscontrato almeno un centinaio di incongruenze rispetto alla dinamica del delitto; il riconoscimento da parte di Mario Frigerio (unico superstite deceduto nel settembre del 2014) dei coniugi Romano come gli aggressori della strage e anche in questo caso, la testimonianza non si rivela essere così trasparente. Ultimo elemento il sangue sul battitacco della portiera dell’autovettura Seat Arosa di Olindo Romano, rinvenuto alcuni giorni dopo il delitto e appartenente a Valeria Cherubini, altra vittima della strage e moglie di Mario Frigerio”.
“Riguardo a questo elemento di prova – spiega l’investigatore – il nostro team ha già affettuato alcune indagini seguite dal nostro biologo e genetista forense Eugenio D’Orio, i risultati hanno evidenziato che non si tratta di sangue, ma di materiale biologico, potrebbe essere saliva, ma certamente è escluso che si tratti di sangue”.
Martedì scorso (8 luglio) è stato richiesto dall’agenzia Falco l’accesso agli atti ed i componenti del team si sono recati a Como per ritirare i documenti ufficiali: verbali, intercettazioni telefoniche e ambientali, foto, rilievi tecnici ed altro. Nell’occasione era presente anche Azouz Marzouk.
“A Como – dice Cannella – è stato possibile anche svolgere alcune indagini sul campo, che hanno riguardato il luogo del delitto, il numero 25 di via Diaz a Erba. Sono state controllate le vie di fuga dalla palazzina e sono state individuate alcune telecamere di una banca che le indagini ufficiali non hanno mai controllato”.
Da chi è composto il team che svolge le indagini? “È composto da me, che sono direttore della Falco investigazione, Eugenio D’Orio biologo e genetista forense, gli investigatori privati Luca Cannella e Matteo Cannella e da tre criminologhe di fama nazionale Mary Petrillo, Aida Francomacaro e Rossa Putignano”.
Quali saranno i prossimi passi che seguiranno le indagini? “Il prossimo passo – conclude – sarà quello di controllare gli orari del delitto. Nel momento in cui avveniva la strage i coniugi Romano si trovavano a cena ad un Mc Donald’s, sicuramente vale la pena verificare”.

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