Caruso (Lega): “Nomina vicepresidente, si cambi statuto”

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“La situazione di impasse nella nomina del vicepresidente del consiglio comunale è dovuta all’infelice formulazione delle norme dello statuto e del regolamento del consiglio per le quali già alla prima votazione è sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti dell’assemblea per l’elezione del Presidente del consiglio comunale e del vice”. Ne è convinto il consigliere della Lega di Capannori Domenico Caruso.

“E’ opportuno – sostiene il consigliere leghista -, che il consiglio comunale valuti l’opportunità di modificare il quorum funzionale richiesto per l’elezione prevedendo la maggioranza qualificata almeno per le prime due votazioni al fine di favorire soluzioni condivise tra maggioranza ed opposizione che farebbero emergere figure davvero super partes capaci di garantire l’autonomia ed il prestigio della massima istituzione comunale. Appare del tutto evidente – chiosa il consigliere Caruso -, che un presidente eletto a maggioranza qualificata, quindi anche con i voti dell’opposizione, acquista maggiore autorevolezza e prestigio rispetto ad un altro eletto a maggioranza assoluta e quindi imposto dalle forze politiche che sostengono il Sindaco in carica che ben potrebbero anche sfiduciarlo con la medesima maggioranza nel caso di eventuali contrasti con il primo cittadino. Ecco allora, che si pone l’esigenza di modificare anche il quorum previsto per la revoca al fine di proteggere il presidente del Consiglio comunale da eventuali pressioni della maggioranza ed assicurare, in tal modo, in maniera più incisiva l’indipendenza della massima assise cittadina. Nella mia vita ho sempre lottato contro l’affermazione del principio barbaro e primitivo secondo cui la ragione è del più forte e le norme comunali delle quali auspico la riforma si collocano in quell’ambito poichè, allo stato dell’arte, a Capannori la maggioranza è in grado di imporre sia la figura del Presidente sia quella del vice che per fair play istituzionale spetterebbe all’opposizione. Avere eletto un presidente alla prima votazione a maggioranza assoluta senza aver avviato un preventivo confronto dialettico con l’opposizione non è un successo politico dell’amministrazione Menesini ma è segno di debolezza politica che nuoce anche al prestigio del Presidente del consiglio comunale sul quale non si è verificata la convergenza dell’opposizione sempre auspicabile nelle cariche elettive di garanzia. Le modifiche regolamentari suggerite, conclude Caruso, porrebbero rimedio a questa deprecabile situazione facendo prevalere la forza della ragione sulle ragioni della forza”.

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