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Morto il bambino di 3 anni caduto in piscina

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Lo hanno dovuto staccare dalla macchina che continuava a tenerlo in vita, disperatamente. Troppo sottile quel filo, per un così esile corpicino che non ce l’ha fatta. E’ morto oggi (3 agosto) il piccolo Tommaso Biggio, il bambino di tre anni che giovedì scorso (1 agosto) era caduto, secondo quanto raccontato dalla polizia, nella piscina gonfiabile allestita nel giardino di casa dai genitori che stavano preparando la cena. Un momento di distrazione, un attimo: è stato fatale.

La tragedia si è consumata in una abitazione di via Fosso Guidario a Torre del Lago, dove il piccolo si trovava con la mamma e la zia e poco dopo era arrivato anche il padre per cena, poco prima delle 19. Il bambino aveva giocato nella piscina gonfiabile insieme al fratellino e al cuginetto, ma poi la mamma lo aveva tolto insieme agli altri portandolo in casa e mettendosi poi a cucinare. In quegli attimi, nessuno si è accorto che il bambino è tornato indietro ed è caduto nella piscina, senza riuscire a tirarsi su. La mamma, accortasi subito della sua assenza, è uscita in giardino con la zia del bimbo, che ha trovato poi in piscina, privo di sensi. Sono stati attimi terribili, seguiti ad una disperata chiamata al 118. E’ iniziata la corsa dei soccorritori, con l’arrivo a Torre del Lago, anche dell’elisoccorso Pegaso. Tommaso, privo di conoscenza, e rimasto nell’acqua in arresto cardiaco, forse per qualche minuto, è arrivato in condizioni disperate all’Opa di Massa dove poi è stato attaccato alla macchina cuore polmone. Per due giorni i medici hanno tentato l’impossibile ma questa mattina alle 11 è stata avviata la procedura di accertamento della morte. Purtroppo, sebbene fosse ripresa la circolazione sanguigna e il battito cardiaco, il bambino non riusciva più a respirare. Dopo disperati tentativi di salvarlo, i medici si sono dovuti arrendere. Sul caso la procura, relazionata dagli agenti di polizia di Viareggio, ha aperto un fascicolo di indagine al momento a carico di ignoti. Un atto dovuto per cercare di stabilire con esattezza i contorni di una tragedia che colpisce in modo impressionante tutta la comunità.
I genitori del piccolo, il papà Matteo, militare della Capitaneria di porto di Viareggio e la mamma Lorena, hanno dato il consenso all’espianto e alla donazione degli organi del bambino, con l’ok della magistratura che non intende disporre l’autopsia. Appare infatti sufficientemente chiara agli inquirenti quale sia stata la causa della morte.

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