Sofidel, stop a plastica negli ambienti di lavoro

Stop alla plastica usa e getta negli ambienti di lavoro. E’ la decisione presa da Sofidel, gruppo cartario fra i leader a livello mondiale nella produzione di carta per uso igienico e domestico, noto in particolare per il brand Regina che ha sede a Porcari. Negli uffici e negli ambienti produttivi in Italia, sono state eliminate bottiglie, bicchieri, piatti e posate in plastica usa e getta, sostituiti con materiali più sostenibili o da cicli di recupero più consolidati come, ad esempio, bottiglie in vetro, lattine in alluminio, bicchieri e piatti realizzati con polpa di cellulosa e posate in legno.

Il provvedimento sarà poi esteso nel corso dei prossimi mesi a tutte le società del gruppo nei 13 Paesi dove Sofidel opera, in Europa e negli Usa. La sostituzione delle plastiche usa e getta negli ambienti di lavoro segue di poche settimane l’annuncio di Sofidel relativo al dimezzamento dell’utilizzo di plastica convenzionale nella sua produzione entro il 2030. Quest’obiettivo sarà perseguito attraverso l’introduzione di nuovi packaging in carta, già presenti o in arrivo sugli scaffali della distribuzione europea, il progressivo impiego, in alcuni mercati, di plastiche riciclate o di bioplastiche, e la riduzione, già avviata negli anni scorsi, dello spessore del film plastico convenzionale impiegato nel processo produttivo. L’impegno passa innanzitutto dai principali brand europei di Sofidel: Regina, Cosynel, Nalys, Le Trèfle, Sopalin e KittenSoft. In Italia, la nuova linea di Rotoloni Regina, Rotoloni Regina eco – con pack in carta kraft, che si aggiunge alla gamma tradizionale – è arrivata nei punti vendita della grande distribuzione a partire dal mese di luglio. Un passo importante se considerato che il gruppo Sofidel è uno dei principali produttori al mondo che conta oggi oltre 6 mila dipendenti ed occupa la seconda posizione in Europa e la sesta al mondo nel settore. “Da sempre, Sofidel fa della sostenibilità una leva strategica di sviluppo e di crescita, ponendosi l’obiettivo di ridurre al minimo i propri impatti ambientali e massimizzare i benefici sociali – fa spere l’azienda -. Sofidel è stata la prima azienda manifatturiera italiana e la prima al mondo nel settore tissue ad aver aderito al programma Wwf climate savers, rivolto alle imprese leader sul fronte della low carbon economy, che pone obiettivi particolarmente ambiziosi”. A oggi, Sofidel ha ridotto le emissioni dirette di CO2 in atmosfera del 18,3 per cento. “Per raggiungere questo risultato, in dieci anni  sono stati investiti circa 100 milioni di euro, di cui 27,5 in Italia, in impianti di cogenerazione, di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili – prosegue l’azienda – centrali a biomasse ed efficienza energetica. Sofidel, inoltre, limita l’utilizzo della risorsa idrica all’interno dei processi produttivi e si approvvigiona al 100 per cento di cellulosa certificata da terze parti indipendenti con schemi di certificazione forestale”.

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