Ex Gesam, nasce associazione per tutela antico porto

Da Facebook alla battaglia civica. Il passo è stato breve per costituire una nuova associazione: si chiama Amici del Porto della Formica, ed è stata costuita al termine di una riunione di giovedì scorso (12 settembre), nei locali della biblioteca di via Urbiciani a San Concordio. Scopo dell’associazione è la salvaguardia e valorizzazione del sito del Porto che per più di 2000 anni, dall’epoca romana fino al 1865, ha collegato per via fluviale la città di Lucca ai porti di Livorno e Pisa, attraverso il Formica, l’Ozzeri, il Canale Imperiale e l’Arno, e che è stato navigabile fino al secondo dopoguerra. Cresce così il fronte contro i progetti dei quartieri social e in particolare nei confronti della riqualificazione proposta per l’area ex Gesam.

Sono stati 25 i soci fondatori, non solo residenti di S.Concordio, ma anche appassionati di storia locale, giovani studiosi, alcune personalità di spicco del mondo culturale cittadino e semplici cittadini che hanno a cuore la storia e l’immagine della città. Presenti anche due fondatrici della associazione omonima che nel 1997 finanziò la posa del Pannello del Porto che da 22 anni fa mostra di sé in via Formica. “Il primo obiettivo della associazione – spiegano i promotori – sarà la tutela delle strutture murarie della darsena del Porto, riportate alla luce dalla Soprintendenza nel 2009, tra cui di particolare interesse le bitte per l’ormeggio delle barche. Questi reperti, assieme a quelli, non meno importanti, delle fornaci del primo impianto del gasometro, sono infatti minacciati dalla costruzione della cosiddetta ‘piazza coperta’, il grande intervento edilizio finanziato dai Quartieri social che la amministrazione sta per appaltare. Le emergenze archeologiche che si trovano all’interno dell’area di intervento non sono purtroppo state considerate in sede di progettazione della piazza coperta, e vengono tutte e interamente e massicciamente ricoperte con strutture di cemento come le rampe di accesso ecc. L’associazione chiede che l’amministrazione anzitutto riprogetti gli spazi ove si trovano le due aree archeologiche, in modo da non danneggiare e garantire la conservazione e valorizzazione dei reperti, che, se necessario, tutelerà anche con le vie legali. Si tratta di una delle aree archeologiche più importanti situate fuori dalle Mura, non a caso inserita nella carta del patrimonio territoriale, nell’elenco dei documenti della cultura, assetti di valore identitario, elementi e strutture della città storica, luoghi della identificazione collettiva. La associazione chiamerà a Lucca esperti per organizzare convegni e studi sulla importanza del sito del Porto e sulle modalità migliori per il suo recupero”.

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