Lanfri, un sogno dopo il Nepal: “Everest e Tokyo 2020” foto

Un 2020 con grandi obiettivi nel mirino: la scalata dell’Everest e i 400 metri delle Olimpiadi di Tokyo. Ma prima c’è da affrontare la storica avventura in Nepal. Sono queste le prossime ambiziose tappe del vulcanico ragazzo lucchese Andrea Lanfri che, dopo aver portato con successo a termine l’idea From Summit to the Ocean (scalata del monte Rosa e cammino di Santiago in biciletta nel giro di poco meno di due settimane), è pronto per un’impresa spettacolare: Face to face with Everest – Attacco al Nepal. Stavolta Lanfri sale in aereo e va in direzione Kathmandu per la scalata della Punta Hiunchuli, alta 7mila246 metri. Un’avventura lunga un mese per avvicinarsi sempre di più all’obiettivo Everest 2020.

Per la prima volta Andrea si metterà alla prova con una montagna oltre i 7mila metri. Una vera e propria impresa da record: mai nessuno – almeno in Italia – ha scalato una vetta così alta con le protesi. Una vetta dal sapore particolare, perché quando arriverà in cima Lanfri si troverà nelle stesse condizioni che dovrà poi affrontare nella scalata all’Everest. La scalata della punta Hiunchuli rappresenta infatti uno snodo cruciale all’interno del progetto Everest 2020. Dopo mesi e mesi di allenamento, tra palestra, chilometri macinati in bicicletta e diverse escursioni con scalate in tutta Italia, questa sfida in Nepal è un vero e proprio esame di laurea in alpinismo per Andrea.
Il progetto è stato presentato questa mattina (30 settembre) da Andrea Lanfri, il titolare della concessionaria Lucar Giorgio Serafini, Matteo Martinelli in rappresentanza di Martinelli Assicurazioni, Italiana Assicurazioni e Atletica Virtus Lucca, e Domenico Passalacqua, presidente dell’associazione Luccasenzabarriere.
“Andrea è pronto ad affrontare una grandissima avventura – le parole di Giorgio Serafini -, quella dell’attacco al Nepal. Continueremo a sostenere Andrea in queste sue imprese, il mio augurio è quello di un altro meritato successo”.
“Abbiamo creduto fin da subito in Andrea e nelle sue avventure – commenta Martinelli -. Porto il saluto di tutta la compagnia, che sarà vicina ad Andrea anche per progetti futuri. Andrea è un nostro motivo di orgoglio, a lui va un grande in bocca al lupo”.
“Da febbraio Andrea è il nostro testimonial – le parole di Domenico Passalacqua -. Come sempre lo sosterremo nelle sue imprese”.
Un’impresa che verrà affrontata senza nessun timore: “L’unica paura che ho è quella legata al tempo – racconta Lanfri -. So che questa è una scalata che posso fare, mi sento abbastanza tranquillo. Proprio per questo non ho paura, non sto rischiando troppo. Ho scelto la scalata della punta Hiunchuli perché rappresenta un ottimo test in previsione dell’Everest. In Nepal andremo in 3: io, Luca e Giorgio, a noi si unirà un gruppo di Sherpa che ci aiuterà anche a trasportare l’attrezzatura. Troveremo un terreno selvaggio, in cui saremo obbligati a dormire sempre in tenda. La temperatura minima si aggirerà intorno ai -30/35 gradi, molto simili all’Everest. In questa avventura sperimenterò nuovi tipi di protesi, ultraleggere e con accorgimenti particolari adottate alle esigenze della scalata. Sono sicuro che sarà un’esperienza unica”.
Lanfri alla conquista del Nepal. Durante il viaggio Andrea sarà accompagnato dalla guida alpina Luca Montanari, specializzato in scalate sia oltre i 7mila che 8mila metri, vantando nel curriculum la banduera piantata in vetta al Cho Oyu (8mila201 metri) in Tibet nel settembre 2014. Luca ha subito sposato l’idea di Andrea e insieme hanno scelto la punta Hiunchuli come test in vista dell’Everest, virando verso una montagna poco battuta dalle rotte turistiche. Punta Hiunchuli è l’ultima cime delle catene nepalesi del Dhaulaghiri. La logistica per arrivare al campo base, piuttosto complessa, dato che la montagna si trova nel Dolpo, regione remota del Nepal, rende difficile l’accesso rispetto ad altre vette dell’Himalaya. Lungo i pendii, così come in cima, la vista è superba, in direzione del Tibet a nord e sulla catena Dhaulaghiri a est. Una bellissima vetta lontana dalla folla che racchiude tutte le condizioni per scalare. Andrea lascerà l’Italia il 4 ottobre per arrivare a Kathamandu il giorno seguente. Da lì partirà, attrezzatura in spalla, in cammino per una decina di giorni per arrivare ai piedi della punta Hiunchuli. Dal 15 al 29 ottobre i partecipanti alla spedizione avranno 15 giorni di tempo per gestire le fasi di acclimatamento, salita alla cima e discesa a valle. Due settimane intense dove Lanfri si troverà ad affrontare condizioni impegnative per mettere alla prova sé stesso e le sue protesi, sempre con la consueta grinta e voglia di superare ogni ostacolo. Ritorno in Italia fissato il 6 novembre.
Everest e Olimpiadi 2020. Non solo la montagna, Andrea Lanfri ha ancora in testa una grande passione: l’atletica. Lanfri ha in mente un 2020 da capogiro: la scalata dell’Everest e la partecipazione ai 400 metri alle Paralimpiadi di Tokyo. Argento ai mondiali di Londra 2017, argento e bronzo agli Europei di Berlino 2018, bronzo agli Europei di Grosseto 2016 e una sfilza di nove medaglie d’oro ai campionati italiani tra 100, 200 e 400 metri. Un curriculum da sogno, che era stato spezzato lo scorso giugno in cui Lanfri era stato costretto a dire addio all’atletica. Un sogno iniziato nella sua seconda vita, quella dopo la meningite che gli ha tolto nel 2015 due gambe ma non la voglia di competere. Un nuovo regolamento per poter essere ammessi a gare IPC (International paralympic committee) la causa dello stop, ma adesso Lanfri è pronto a tornare:  Non penso solamente alla montagna – racconta Lanfri -. A metà novembre, una volta tornato dal Nepal, tronerò a correre in pista. Stiamo lavorando ad una soluzione per le protesi, adesso dovrò vedere se sarò anche performante. L’obiettivo sono le Paralimpiadi di Tokyo 2020: mi piacerebbe fare i 400 metri. Ripeto, devo ancora provare le nuove lamine, ma spero che funzionino: sono ottimista. Tokyo 2020 non esclude sicuramente l’altro progetto della scalata dell’Everest: sono pronto per entrambi. Per l’Everest l’ultimo scalino è rappresentato dal raggiungimento della quota economica. Ma se non sarà il 2020, lo scalerò nel 2021”.

Claudio Tanteri

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