Differenziata, Baccelli: “Numeri ok in Lucchesia da esportare nel resto della regione”

Raccolta differenziata a Lucca numeri record che vanno emulati anche nelle altre province. La pensa così Stefano Baccelli, presidente della commissione ambiente e territorio del consiglio regionale, che commenta gli ultimi dati sulla raccolta differenziata diffusi dalla giunta toscana.
“Non vi è dubbio – dice – che gli ultimi dati sulla raccolta differenziata diffusi recentemente dall’assessorato all’ambiente della Regione siano positivi. Dati che sembrano destinati a migliorare per il futuro, anche in virtù delle risorse che nel 2018 abbiamo messo in campo, circa 30 milioni di euro a favore degli Ato, per spingere la raccolta differenziata verso l’obiettivo del 70 per cento entro il 2020, che è stato fissato nel piano regionale”.

“La raccolta differenziata – prosegue il consigliere regionale – è un presupposto fondamentale per realizzare uno smaltimento sostenibile e in linea con le politiche virtuose di economia circolare che abbiamo intrapreso da qualche anno. Nel quadro toscano dei risultati positivi, spiccano quelli dell’Ato Toscana Costa e, in particolare, quelli della città di Lucca che diventa leader della classifica tra i capoluoghi di provincia. Come pure sono molto significativi i risultati messi a segno da alcuni comuni della lucchesia, da Capannori a Barga, da Seravezza a Borgo a Mozzano, tutti sopra l’80 per cento di raccolta differenziata. Buone performance anche a Bagni di Lucca, Forte dei Marmi, Montecarlo, Pescaglia, Pietrasanta, Pieve Fosciana, Porcari, Viareggio e Villa Basilica, tutti sopra il 65 per cento. In generale, dati che potranno potenzialmente crescere ancora visto che alcuni comuni hanno esteso il sistema di raccolta “porta a porta” sull’intero territorio, come nel caso di Camaiore e Massarosa. Un successo complessivo che si deve certo all’organizzazione ma che non sarebbe stato raggiunto senza l’apporto decisivo dei cittadini che hanno favorito il processo con comportamenti corretti e improntati alla salvaguardia ambientale”.
“Credo – prosegue – che pur nell’apprezzamento di tali successi raggiunti, ora lo sforzo che dobbiamo compiere sia duplice: da una parte continuare a tenere alte le percentuali laddove sono a punte di eccellenza, come nel caso del territorio provinciale di Lucca; dall’altro spingere affinché le realtà che sono indietro, in alcuni casi molto indietro, mettano in campo azioni e progetti per riequilibrare il loro contributo ai dati regionali. Occorre quindi che le esperienze migliori, come quelle del territorio lucchese e di altri comuni virtuosi, facciano da guida a chi è rimasto indietro. Solo così l’obiettivo toscano del 70% entro il 2020 che ci siamo dati potrà essere davvero raggiungibile”.

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