Pieretti (Confindustria): Termovalorizzatori necessari

I termovalorizzatori sono necessari. Questo il pensiero di Tiziano Pieretti, presidente della sezione carta di Confindustria Toscana nord, che questa mattina (9 ottobre) è intervenuto alla tavola rotonda dal titolo Il Green New Deal secondo l’industria cartaria che ha ufficialmente inaugurato l’edizione numero 26 del Miac – Mostra Internazionale dell’Industria Cartaria (leggi). Pieretti ha anche affermato di ritenere “incomprensibili” le difficoltà nell’ottenere le autorizzazioni necessarie di chi, come Kme, ha cercato di muoversi autonomamente.

“Il messaggio sotteso ai principi del Green new deal dell’industria cartaria è chiaro: occorre avere un approccio scientifico e razionale a problemi ambientali che possono essere giganteschi se non correttamente affrontati, ma diventano gestibili se si adottano soluzioni che in molti casi sono già esistenti – aggiunge Pieretti -. Le cartiere del nostro distretto  sono ambientalmente virtuose, sia che utilizzino materiali vergini come cellulosa proveniente da foreste certificate, sia che riciclino carta da raccolta differenziata. Nel caso delle imprese che trattano carta da macero assistiamo a un processo produttivo che riutilizza quasi interamente materiale scartato da famiglie e imprese. Su 100 chili di carta da macero almeno 90 tornano ad essere nuova carta o nuovo cartone. Quei 10 chili, o anche meno, che residuano, però vanno smaltiti. Di questo tutti devono esserne consapevoli”.
“È vero che questo residuo, per lo più plastiche, potrebbe a sua volta trovare un qualche riutilizzo – insiste Pieretti -: ci stiamo lavorando, insieme ai colleghi del settore plastica ma si tratta di piccole percentuali di materiale. Il resto, lo ribadisco, va smaltito, senza se e senza ma. Smaltirlo, oggi, ci costa così tanto da mettere in pericolo l’equilibrio finanziario delle nostre aziende: siamo all’emergenza. Eppure i principi dell’economia circolare sono chiari: dagli scarti si deve recuperare quanta più materia possibile e da quello che residua si deve recuperare energia”.
“In altre parole, servono i termovalorizzatori – è la conclusione di Pieretti -. Termovalorizzatori che serviranno a breve, con buona pace di chi sostiene il contrario, anche per i rifiuti urbani: tecnicamente tenerli assieme sarebbe un’ottima soluzione. Perché allora non realizzare impianti che risolvano entrambi i problemi, producendo anche energia? Noi abbiamo proposto di attivare sinergie pubblico-private, impegnandoci anche a trovare investitori. Intanto anche i privati che si sono mossi autonomamente, come Kme, incontrano seri problemi con le autorizzazioni. Un quadro incomprensibile, ben lontano da quell’approccio scientifico e razionale che è l’unico che potrebbe risolvere i problemi ambientali.”

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