Il piano strutturale presentato alla rassegna regionale

Il piano strutturale del Comune di Lucca protagonista alla quarta edizione della Rur, rassegna urbanistica regionale, organizzata da Inu Toscana. Questa mattina (19 ottobre) nella Palazzina Reale di Santa Maria Novella a Firenze l’assessore Serena Mammini ha raccontato l’esperienza della nuova pianificazione comunale. Con lei l’ingegnere Antonella Giannini, dirigente e responsabile unico del procedimento anche del piano operativo in fase di redazione, e la geometra Cinzia Rovai dell’ufficio di piano. 

“Dobbiamo sempre tenere presente da dove siamo partiti per scrivere le nuove regole. Nel 2012 – ha ricordato Mammini – l’urbanistica, a Lucca, era sinonimo di sforamento delle Utoe. Il regolamento urbanistico, privo di strumenti di monitoraggio, aveva consentito un’edificazione incontrollata. In alcune zone si era addirittura costruito il 300 per cento in più del consentito. Ero consigliera comunale di minoranza quando venne votata, nel marzo del 2012, la variante di salvaguardia al regolamento urbanistico. Un capitolo complesso della nostra storia cittadina, dal quale siamo ripartiti senza ipocrisie, consapevoli che il nostro territorio non è una pagina bianca e che al costruito, spesso di qualità pessima, non era corrisposto un disegno di città pubblica”. “Abbiamo fatto ordine – ha continuato l’assessore all’urbanistica del Comune di Lucca – in un territorio esteso 185 chilometri quadrati, complesso anche dal punto di vista della manutenzione. Si pensi che, contrariamente a quanto si può immaginare, il Comune di Firenze, certo più popolato, è invece 102 chilometri quadrati”. “La strategia dello sviluppo è la carta più consumata del piano strutturale. Abbiamo lavorato per uno strumento flessibile, usabile, chiaro. Un piano strutturabile dagli effetti misurabili e monitorabili, che accetta, tra le altre, la sfida del riuso, della riqualificazione dei quartieri, del riconoscimento delle identità paesaggistiche. Al centro delle nostre scelte abbiamo messo la persona: prima, al centro erano i volumi da edificare”. Infine, l’assessore Serena Mammini ha posto l’accento sui progetti di riqualificazione dei quartieri: “Abbiamo partecipato a bandi regionali e ministeriali per restituire più città pubblica a San Vito, San Concordio e Sant’Anna, e abbiamo intercettato così risorse importanti. Un modo concreto per rispondere alle esigenze emerse anche nel percorso di partecipazione al piano strutturale e confluite nel riconoscimento delle aree da rigenerare. Abbiamo così reso immediatamente operativa la filosofia della pianificazione urbanistica, che spesso rimane a livello di sogno. Il prossimo obiettivo, che vogliamo centrare prima della fine del mandato amministrativo, è il piano operativo. Vogliamo lasciare alla città regole per le trasformazioni che siano, prima di tutto, utili”.

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