Ai Comics un fumetto ispirato alla Butterfly di Puccini

Un fumetto tutto incentrato sulla Butterfly di Puccini. È questa una delle novità che sarà presentata durante questa edizione di Lucca Comics and Games.
Tutto conoscono a grandi linee la storia di Cio-Cio-San, protagonista della Madama Butterfly: una geisha quindicenne che si uccide per il dolore di un amore non ricambiato, dopo tre anni d’inutile attesa. Una trama incredibile per la sua tragicità, ma incredibilmente inverosimile per i nostri tempi che, se unita al mezzo espressivo del teatro lirico, non riesce a suscitare in ampi strati della popolazione interesse e curiosità. Proprio per abbattere questo pregiudizio nei confronti della lirica è stata fondata a Piacenza la 40GB, una casa editrice che cerca di riavvicinare le persone all’opera utilizzando li strumenti del fumetto e del gioco.

“La 40GB è nata alla fine del 2014 per elaborare progetti in grado di far comunicare il mondo musicale con quello ludico ed editoriale. Quello che sto cercando di fare è di rivolgermi ad un pubblico nuovo, non abituato a vedere l’opera proposta nei termini con i quali la mostro io”, spiega il suo fondatore Simone Tansini, secondo cui per recuperare l’audience perduto servono nuovi linguaggi che dischiudano l’ampio potenziale emozionale della lirica, non inferiore a quello di altre forme artistiche.
Nato a Piacenza nel 1977, Simone si diploma in flauto traverso e la musica rimane, fra le sue molteplici passioni, la costante che lo accompagna da sempre in ogni progetto. Seguono al conservatorio i corsi d’orchestra, i master di perfezionamento e la laurea in discipline musicali a indirizzo interpretativo in canto lirico. Attualmente è impegnato su molti fronti differenti – legati dall’unico filo rosso della musica – che nell’ultimo anno sono convogliati in un progetto specifico presentato al pubblico in occasione di Lucca comics and games 2019: In un battito d’ali. Si tratta di una rivisitazione della Madama Butterfly in chiave attuale sia dal punto di vista dei contenuti che da quello stilistico: una graphic novel ambientata a Lucca nel ventunesimo secolo, la cui protagonista Cris non è una geisha ma un’adolescente alle prese con il passaggio verso l’età adulta. È il secondo lavoro all’interno di un disegno editoriale più ampio che si augura di diventare una collana: un esperimento iniziato con entusiasmo un anno e mezzo fa, a partire dal monologo teatrale L’ombra del duca, rivisitazione operata da Simone della drammaturgia del Rigoletto.
“Ho pensato – dice Simone – che se ne potesse ottenere la sceneggiatura per una graphic novel. A quel punto ne ho parlato con Nicola Genzianella ed è scoccata una scintilla d’intesa artistica davvero splendida”. Il mezzo espressivo del fumetto accompagnerà infatti anche i prossimi lavori, assicurandone una specifica impronta stilistica firmata da uno fra i nomi più prestigiosi del fumetto italiano: “Tra me e Nicola – spiega Simone – si è stabilito un notevole feeling lavorativo e un bel un rapporto di amicizia, su cui si fortifica la volontà iniziale di continuare questa collaborazione nei volumi futuri“.
Il progetto delle graphic novel vuole raccontare l’antico in modo fruibile per un pubblico giovane e non esperto del settore lirico, con un approccio alla didattica innovativo che instaura tra il fruitore e l’opera un rapporto stimolante e vivace. Perciò la rivisitazione drammaturgica di In un battito d’ali si articola in due componenti: la creatività e lo studio meticoloso delle fonti. Non si tratta infatti né di lasciare spazio solamente alla prima, la cui impronta rimane comunque molto forte, né di un semplice esercizio di riscrittura aderente al testo di partenza.
La rielaborazione è notevole, perché vi è un grande distacco sia temporale che situazionale dall’originale, visto che la storia si svolge non in tre anni ma in tre mesi, è ambientata nella Lucca dei nostri tempi e i personaggi cambiano la loro maschera sociale: Pinkenton non è un marinaio, Sharpless (Alex nella novella) non è un console, Suzuki non è la domestica di Butterfly, la quale quindi non è una geisha ma una ragazza come molte, che deve affrontare un passaggio della propria vita difficile confrontandosi con i coetanei, con le pressioni sociali, con le ombre del passato e le incertezze del futuro.
Se il suo rivestimento esterno è differente da quello della originale Madama Butterfly, ciò che ne caratterizza l’interiorità rimane però uguale: non solo Cris, ma tutti i personaggi sono rispettati nei loro tratti psicologici e questa è la chiave di lettura con cui Simone Tansini si è approcciato all’opera, stravolgendola sulla superficie ma non nei suoi nuclei profondi. “Volevo entrare in profondità nella psicologia di Cio-Cio-San per poterla raccontare con abiti nuovi pur mantenendola se stessa, utilizzando il fumetto e in un contesto più atto all’immedesimazione: per questo ho scelto un linguaggio rapido e leggero, ma denso al tempo stesso”.
Denso perché, anche se l’impronta creativa è forte, apparentemente totale, la riscrittura dell’opera si basa su un grosso lavoro di studio e approfondimento sull’analisi delle fonti utilizzate da Puccini, partendo da Loti e passando per Long e Belasco, che insieme al confronto con i testi di illustri musicologi hanno permesso di capire lo spessore psicologico dell’eroina, punto di partenza per la sua nuova riscrittura in chiave moderna. Anche l’ambientazione lucchese è dettata da ragioni profonde: una scelta che, oltre infatti ad essere un tributo a Puccini, è in primo luogo il risultato di un approfondimento meticoloso delle fonti, per cui l’opera si rivela un racconto occidentale vestito di esotismo, tanto di moda fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del secolo scorso.
Infine, conclude Simone che anche se l’impegno in direzione di una riattualizzazione e di una chiave di lettura moderna è decisivo e fondamentale, fra gli obiettivi degli autori rimane comunque forte e chiaro il desiderio di avvicinare al gusto e alla musicalità dei versi con la scelta di lasciare nella pagina di sinistra il libretto d’opera, in un intreccio ben riuscito fra linguaggi artistici di tempi e contesti apparentemente inconciliabili.
In un battito d’ali sarà presentato su uno dei più importanti palcoscenici del fumetto italiano e internazionale, il Lucca comics and games 2019: la 40GB si trova nel padiglione in piazza Napoleone – stand 305 – dove i suoi rappresentanti saranno entusiasti di illustrarvi nei dettagli il loro progetto insieme ad altre interessanti attività, realizzate con il medesimo obiettivo: diffondere il patrimonio musicale-operistico in modo trasversale, utilizzando strumenti innovativi.
“Anche se inizialmente sia al pubblico cui le proponevo che soprattutto a me stesso potevano apparire slegate, ora sembra che il tempo mi stia dando ragione perché tutte le mie attività convergono in un’unica direzione che è quella fondamentale del recupero dell’emotività attraverso l’arte e il bello. Affermo questo – dice Simone – perché la mia esperienza didattica e umana a contatto con adolescenti e adulti mi suggerisce inevitabilmente una realtà allarmante: la loro inesperienza della sfera emotiva unita all’incapacità stessa di saperla gestire”.
Secondo l’artista si tratterebbe di un fenomeno che si sta radicando nei futuri adulti perché i contesti in cui vivono non forniscono gli stimoli necessari alla maturazione di un’intelligenza emotiva, alla base di ogni sano rapporto umano. L’arte, come mezzo di maturazione emozionale, sta perdendo forza a causa di meccanismi commerciali e omologanti che la appiattiscono a prodotto d’intrattenimento rigettato se richiede uno sforzo riflessivo e un coinvolgimento emotivo di maggiore spessore.
“L’attività didattica ma in generale le mie iniziative lavorative – conclude Tansini – convergono tutte nell’educare o rieducare alle emozioni attraverso la musica, strumento che trova nel teatro un compagno fondamentale. La sublime poesia della lirica non è che il frutto poetico di un matrimonio efficace fra queste due forme d’arte, che attraverso il mezzo espressivo del fumetto, può suscitare interesse e curiosità in un nuovo, giovane e inesperto pubblico. Mi piace l’idea di trasmettere il mio pensiero e, in fondo me stesso, attraverso questo meraviglioso connubio di parola, disegno e musica”.

Martina Del Grosso

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