“Every letter is a love letter”, mostra al Terzopiano di piazza dei Servi

Scrittura ed esperienza del fuori tema, di ciò che è rimasto ai margini delle narrative ufficiali, attraverso tre differenti pratiche artistiche declinate al femminile è la tematica su cui rilfette la collettiva Every letter is a love letter. Anna Oberto (Ajaccio, Francia, 1934), Marcela Moraga (San Fernando, Cile, 1975) e Clarissa Falco (Genova, Italia, 1995) sono le artiste invitate per Every letter is a love letter, mostra transgenerazionale che si apre con il lavoro di una delle principali esponenti della scena verbo-visuale italiana: Anna Oberto che ha incentrato la sua ricerca artistica e letteraria sul linguaggio e sulla scrittura. Già nel Manifesto Femminista Anaculturale, redatto nel dicembre 1971, la donna si poneva la questione della scrittura femminile – non tanto quella letteraria o vissuta come privata ma quella del politico: “Liberiamo il linguaggio e libereremo la donna!”, insieme alla possibilità di sperimentare una scrittura abitata dal femminile. La mostra si aprirà venerdì (16 novembre) e resterà aperta fino al 26 gennaio.Si terrà nello spazio Terzopiano arte contemporanea in piazza dei Servi, 7 a Lucca.
Saranno presenti le artiste.

Non si tratta solo di visual poetry, ma è un atto di discorso che contesta la grammatica e l’alfabeto, il linguaggio si fa situato e interrompe il monologo della cultura patriarcale. Nelle sue tavole e collage la scrittura è rigorosamente a mano, calligrafica, usata per ridare corpo alla parola. E su quel dare corpo alla parola si inserisce la pratica artistica di Clarissa Falco. La giovane artista presenta una produzione di lavori che si articola a partire dall’idea di corpo. Corpi come ‘macchine desideranti’, oltre la distinzione tra soggetto e oggetto, sono privati delle proprie sembianze per diventare ingranaggi o parti meccaniche. Falco sceglie il corpo femminile che viene traslato in elementi industriali creando una nuova grammatica sull’idea di forza legata al desiderio e alla femminilità.
La stessa soggettività femminile che si ritrova nei tessuti andini proposti da Marcela Moraga, un mezzo importante per trasmettere e preservare i tratti essenziali della vita di una società. La tradizione della tessitura è, infatti, al centro di tutta la comunità andina. I tessuti sono la superficie su cui le donne trasferiscono i dati relativi alla loro economia locale, ad incidenti storici ed ai valori estetici. L’artista cilena interviene su diversi tessuti usando feltro e ricami per illustrare un’altra storia, quella sui processi di estrazione dei minerali nella catena montuosa andina, causa della contaminazione e della siccità delle acque e dei conseguenti problemi sociali ed economici che colpiscono gli indigeni andini. Per la prima volta, viene presentata la serie completa, arricchita di due nuovi lavori realizzati in Toscana.
Il progetto è all’interno di Cantiere Toscana, rete territoriale per la ricerca, produzione e formazione per l’arte contemporanea, realizzato con il supporto di Regione Toscana e Giovani sì e con il patrocinio del Comune e Provincia di Lucca.
Per prenotazioni il numero 348.7252628.

 

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