Lucca Comics and Games, Pardini e Vietina e gli scenari per il 2020: “L’obiettivo è salvaguardare l’evento e il suo marchio”

Il presidente: "Se l’edizione si terrà o meno non lo deciderà né Lucca Crea né il Comune ma direttive nazionali". E su Lucca Crea: "Società solida e con ottimi bilanci"

La deadline è scolpita per il 28 giugno, ma fino ad allora si continuerà a lavorare su molteplici fronti, per ripensare le modalità attraverso le quali Lucca Comics & Games potrà offrirsi al pubblico, affrontando una sfida inedita. Lo scenario resta ancora costellato di incertezze, ma su alcuni punti non si torna indietro: l’ultima parola sulla fattibilità dell’evento è strettamente connessa alle prossime disposizioni ministeriali e, se si intende salvaguardare l’indotto globale, è necessario riflettere in primis sui fabbisogni dell’industria creativa, ridisegnando le priorità ed allungando lo sguardo in ottica pluriennale.

Lo affermano Emanuele Vietina e Mario Pardini, rispettivamente direttore generale e presidente di Lucca Crea, parlando ad ampio raggio di presente e prospettive legate ad un appuntamento di livello mondiale, sul quale pende la scure del dubbio indotto dal Covid19.

La domanda del momento resta: Lucca Comics and Games 2020 rischia concretamente di saltare? Qual è la deadline oltre la quale è impossibile protrarsi? Un mega evento come questo può davvero permettersi di rimanere in attesa fino a metà giugno?

Per Vietina “la verità è che in questa fase non abbiamo sufficienti informazioni per dare una risposta, né noi né, come apertamente dichiarato, il ministero della cultura. Non possiamo permetterci di essere pressappochisti, ma la sensazione è che ci sia un dibattito in atto circa la necessità di suddividere la ‘fase 2’ in ulteriori sotto-fasi. In questo senso, sembra che gli eventi rappresentino l’ultimo momento del percorso in atto. Quanto possiamo attendere? Prendiamo come esempi il Gamescom di Colonia – che ha annunciato lo stop per questa edizione e vira verso il digital – ed il San Diego Comic-Con 2020, annullato anche quello. Si tratta di grandi eventi che muovono l’industria del videogioco, del cinema d’intrattenimento e non soltanto: gli annunci sono arrivati quattro e tre mesi prima della manifestazione. Questo significa che macro eventi come il nostro, per certi versi anche più complesso da organizzare rispetto a quelli citati, possono permettersi di attendere fino a 120 giorni: non si andrà, in ogni caso, oltre il 28 giugno”. 

“Dobbiamo tuttavia evidenziare – precisa – che le scelte operate dai nostri colleghi sono frutto di una chiara presa di posizione da parte dei governi locali. Noi vorremmo muoverci in anticipo per preservare l’evento e il volano sulla città: per questo – annuncia –  lavoriamo su molteplici possibilità, investendo ore e risorse in ricerca e sviluppo. La differenza può farla il modo in cui ci arriviamo: dobbiamo essere preparati a 4-5 scenari diversi”.

Per Vietina, inoltre, il fatto che Lucca Crea sia parte integrante del Comune (in quanto soggetta alla direzione ed al coordinamento di Lucca Holding, ndr) fornisce elementi di maggiore serenità: “Ma sappiamo – ribadisce – che non possiamo fermarci neanche un attimo, perché servono almeno 15 mesi di tempo per preparare un evento come il nostro. Cercheremo di lavorare in modo duttile su più piattaforme per dare risposte molteplici: l’obiettivo è quello di salvaguardare l’evento ed il suo marchio, così come il periodo di svolgimento, aiutando al contempo l’industria creativa”.

Fondamentale, infatti, ricordare come Lucca Comics and Games rappresenti “uno scenario culturale che coinvolge industrie capaci di far intervenire il grande pubblico. La vera sfida è rispondere ai fabbisogni di questi soggetti, della città e del pubblico. Anche per questo abbiamo avviato focus group con diversi settori merceologici”.

Pardini aggiunge: “Dati i tempi che servono per organizzare l’evento, non ci potevamo certo fermare e la macchina è andata necessariamente avanti. Ci tengo però a sottolineare che se l’edizione 2020 si farà o meno non lo deciderà né Lucca Crea né il Comune. Servirà una direttiva proveniente dal governo come per tutti i grandi eventi. La speranza è che la manifestazione si tenga: significherebbe che il paese è uscito da questa fase così complessa”.

E se il governo vi chiedesse di posticipare la manifestazione? 

Vietina: “Rimandarlo ad un altro periodo dell’anno? Al momento non escludiamo niente, ma mi sento di dire che non è la soluzione prevalente. Il buon funzionamento di un evento è legato al suo posizionamento ed all’economia globale del calendario degli eventi. Questo non è più il tempo delle soluzioni di piccolo cabotaggio”.

Per Lucca Crea e per la manifestazione cosa significherebbe uno scenario inedito, come lo stop di un anno, in termini logistici ed economici? Si pone il rischio di una riorganizzazione aziendale?

È il presidente Pardini a rispondere per primo: “Lucca Crea è una società sana, viene da due anni di bilanci record. In tutto questo, siamo riusciti ad erogare 1 milione e 130mila euro in due anni al Comune di Lucca (biennio di riferimento 2017/18, di cui 609mila euro di prelievo alle riserve e oltre 500mila euro in termini di servizi pagati al Comune ed alle altre società della holding). Abbiamo quindi contribuito all’erogazione di servizi alla città con questa cifra importante versata nelle casse dell’ecosistema comunale. Questo vale anche per il Polo Fiere, la società è solida. Il grande lavoro svolto in questi anni ci consente di resistere teoricamente ad uno scenario negativo, ma questo non vuol dire che ci potrebbe essere bisogno di valutare cosa fare, quando e se si porrà la questione”.

Per Vietina “la riorganizzazione aziendale non si profilerebbe, poiché  anche grazie alla fusione del 2015 è nata una società patrimonializzata e solida. Si potrebbe, invece, andare verso una ridefinizione degli orizzonti di business. Il tema globale dell’intero settore fieristico, il più toccato dalla crisi insieme al turismo, concerne il reale ritorno alla normalità nella ‘fase 3’. A livello di governance ci siamo mossi bene in questi anni, ma dobbiamo prepararci ad innovarci per affrontare le sfide future”.

Esiste un “piano B”  per porre in salvaguardia la manifestazione e l’enorme ricaduta in termini culturali e di indotto sulla città? Puntare su ingressi limitati e contenuti digital è un’ipotesi concreta? 

Vietina dice: “Non solo esiste un piano B, ma anche i piani C, D, E e via dicendo. Oggi non vogliamo escludere nessuna piattaforma. La digitalizzazione? È uno dei possibile strumenti, ma non il solo: dobbiamo chiamare a coorte tutte le migliori expertise per un piano di ampio raggio, che non si limiti al 2020. Al contrario – rilancia – servono tool e strategie di prospettiva per la terza decade del duemila. Stiamo studiando i fabbisogni dei nostri interlocutori proprio perché i piani non potranno rispondere ugualmente a tutti: servirà inquadrare delle priorità”. L’indotto per la città va dunque salvaguardato in ottica pluriennale e, in questo senso, non è possibile porre limiti alla creatività: “Ingressi limitati e contenuti digital sono soluzioni ovvie – specifica –  va capito quali siano le idee che ci permettono di cambiare la fisionomia dell’evento, mantenendone il successo. Una cosa però è palese: l’indotto si salva se si salvano gli investimenti delle industrie creative e degli editori”.

Per Pardini “Lucca Comics & Games produce un grande indotto per la città ed è chiaro che le scelte cruciali che compiamo adesso dovranno essere riferite al medio lungo periodo. Non possiamo pensare in ottica 2020: non servirebbe”.

L’inatteso mutamento dello scenario globale aprirà la porta anche a nuovi player? La crisi, oltre a distribuire incertezze, può diventare detonatore di occasioni inedite? 

Vietina dice: “Siamo costantemente impegnati sul fronte dei nuovi media e di come le piattaforme spettacolari disegnano nuovi player. Al di là del Covid19: basti pensare alla stagione dei movies, o a quelle subito precedenti come i videogame o l’ingresso della narrativa fantasy e fantascienza, sino al prepotente sbarco degli streamers. La crisi accelererà i cambiamenti e i rapporti con gli interlocutori principali saranno parte delle chiavi risolutive. I nuovi player stanno già nascendo: modalità di comunicazione o gioco in remoto stanno prendendo forma in modo prepotente ed è solo l’inizio. La parola chiave resta ricerca e sviluppo: approfondiamo i fabbisogni per fornire risposte efficaci”.

Poi il direttore rilancia: “In questi giorni sento parlare di piattaforme online per offrire i contenuti, ma noi crediamo che la vera sfida sia riuscire a crossmedializzare una manifestazione crossmediale, usando anche altre piattaforme spettacolari. Il digitale è una, ma il nostro compito è trovare soluzioni che rinnovino il fare festival permanentemente. Come ha detto Baricco, questo momento accelera i cambiamenti e forse ridurrà le disuguaglianze. Potrebbero trasformarsi alcune attitudini rispetto alla fruizione e produzione dei contenuti. Noi – conclude – disegniamo prospettive sperando che questa fase serva anche per addivenire, come richiesto dell’associazione di categoria, ad una revisione delle normative che regolano la vita di molti quartieri fieristici”.

Conclude Pardini: “Il grande successo di Lucca Comics and Games è sempre stato determinato dall’apertura ai nuovi media, ed io ne sono un esempio avendo vissuto in prima persona la nascita e la crescita dell’area movie. Questa fase non farà eccezione: anzi, probabilmente favorirà questo processo. Quanto alla sburocratizzazione, si tratta di un tema di rilevanza nazionale: ho accolto con particolare favore la lettera del sindaco Tambellini al presidente del Consiglio ed ai ministri competenti, perché va in questa direzione”.

“Inoltre – ricorda – questa situazione ha fatto emergere una volta di più la forza della nostra community. I nostri pensieri vanno a chi è in prima linea nella lotta al coronavirus: la campagna Io resto a casa sviluppata con Nerd at home, è stata virale. L’asta di beneficenza dell’area performance, invece, ha permesso di raccogliere 14mila euro, già utilizzati per predisporre 14 check point con il sistema sanitario toscano. La onlus Area Performance fa sempre tanto, ma in un momento del genere questo apporto diventa ancora più importante”.

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