Scuola, l’assessore Bobbio scrive alla Giannini: “Regione e Governo collaborino”

“Condividiamo in pieno gli obiettivi ed in particolare i principi che li sostengono a partire dal riconoscimento che ” serve una buona scuola perché l’istruzione è l’unica soluzione strutturale alla disoccupazione, l’unica risposta alla nuova domanda di competenze espresse dai mutamenti economici e sociali” e che “dare al paese una buona scuola significa dotarlo di un meccanismo permanente di innovazione, sviluppo, e qualità della democrazia”. Lo scrive l’assessore regionale toscano all’istruzione, Emmanuele Bobbio, a Stefania Giannini, ministro dell’istruzione, università e ricerca. La lettera prende spunto dall’esame, avvenuto nella nona Commissione della Conferenza delle Regioni e Province autonome coordinata dallo stesso Bobbio, del rapporto governativo su La buona scuola.
Lavoriamo insieme – è questo il messaggio che l’assessore regionale invia al ministro – per costruirla perchè “l’evoluzione e l’innovazione del sistema educativo rappresentano la priorità per lo sviluppo economico e sociale dell’Italia”.

“Per fare una buona scuola ci vuole un paese intero”, c’è scritto nel rapporto, in un passo che parafrasa il proverbio africano “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, un concetto ripreso nella lettera inviata dalla Toscana. In cui si legge anche che le Regioni e le Province Autonome devono essere considerate “parte attiva nel confronto aperto sulle proposte del Governo, nell’ambito di un responsabile raccordo interistituzionale e nell’ambito delle competenze costituzionalmente riconosciute, con la finalità di condividere indirizzi evolutivi comuni e strumenti operativi e fare sinergia tra interventi nazionali e le politiche regionali, anche attraverso il raccordo delle reciproche programmazioni comunitarie del periodo 2014-2020”. Al termine della lettera l’assessore Bobbio invita il ministro a partecipare alla prossima seduta della Commissione “per confrontarci direttamente e avviare un lavoro congiunto”.

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