Piazza S. Michele, il Tar ferma il trasloco del banco

Il banco vendita di piazza San Michele per ora resta dove si trova. Almeno fino a quando non si esprimerà in camera di consiglio il prossimo 26 marzo il Tar della Toscana, che nel frattempo ha sospeso il provvedimento degli uffici comunali che disponeva da oggi (9 marzo) lo spostamento del banchetto di Luciana Banchieri dall’area a lato del sagrato fin dietro al coro della Chiesa, ritenuto sua originaria collocazione dal Comune e risultante dal regolamento del suolo pubblico (Leggi). Ma la vicenda che ha letteralmente scatenato da mesi una guerra con le attività commerciali che si affacciano sulla piazza appare sempre più un gran pasticcio che in ultima analisi potrà essere risolto dall’amministrazione comunale e dal buon senso delle parti in causa.

A far scattare la sospensiva del provvedimento in via provvisoria è stato un ricorso d’urgenza presentato la scorsa settimana da Gigliola Pellegrini, titolare dell’omonima pizzeria e concessionaria di suolo pubblico davanti alla sua attività che avrebbe rimesso, e non poco, dal forzato trasloco dello stand della Banchieri. Il presidente del tribunale amministrativo della Toscana, valutati gli atti presentati per conto della commerciante dagli avvocati Lorenzo Nannipieri, Costanza Sanchini e Luigia Guerina Avena, ha emesso il provvedimento di sospensione della “ricognizione” svolta dall’ufficio comunale competente e firmata dal dirigente Graziano Angeli. Tutto era nato sulla base di una lite tra la titolare del locale La Tana del Boia e la società della Banchieri. La prima sosteneva infatti di vedersi negata la possibilità di utilizzare il suolo pubblico di fronte all’attività perché davanti a sé c’è lo stand della Banchieri. Per questi motivi, seguendo la procedura per la richiesta di utilizzo di suolo pubblico, aveva invitato il Comune a trovare una soluzione. Per la Banchieri, invece, nulla da fare: secondo la commerciante il suo stand doveva rimanere dov’era. Indirettamente, per ora, il Tar l’ha accontentata. Ora c’è attesa sul responso definitivo del tribunale amministrativo regionale: la camera di consiglio potrebbe emettere un’ordinanza, confermando la sospensiva del provvedimento del Comune e riaprire così l’originaria guerra da cui ha preso origine tutto quanto. Ovviamente tutti si augurano che nel frattempo l’amministrazione comunale riesca a trovare una soluzione che metta d’accordo le parti.

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