Santi Guerrieri (Fdi): “Contrari alla riforma Renzi che apre alla teoria del gender”

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“La riforma voluta dal governo Renzi , apre la strada alla diffusione, nelle scuole, della teoria del gender.” Questo è quanto dichiarato da Marco Santi Guerrieri segretario comunale di Fratelli d’Italia Lucca, che nel corso della giornata di ieri ha organizzato un incontro con i papà e le mamme di alcune famiglie lucchesi , per sensibilizzare i genitori che in questo momento hanno bambini piccoli e che frequentano scuole materne e elementari.

“La teoria gender – attacca Santi Guerrieri – è ormai affermata in molti paesi occidentali, ed è un’ideologia che fonda la propria essenza sulla convinzione che non esistano uomini e donne, ma comportamenti sociali in grado di stabilire – a piacimento – l’identità sessuale della persona. Questo attacco alla sessualità e ai suoi generi – maschile e femminile – è una manipolazione dell’essere umano e della sua natura, una mutazione antropologica che viene promossa dalle grandi lobby con un bombardamento mediatico e culturale”. “E’ innegabile che negli ultimi anni abbiamo assistito al tentativo aberrante , di far scomparire i termini “madre” e “padre” dall’utilizzo quotidiano per convertirli nei più anonimi e politicamente corretti genitore 1 e genitore 2 – prosegue l’esponente della destra lucchese – Infatti sono stati proprio alcuni istituti a cancellare queste parole dalla propria modulistica e dai libretti delle giustificazioni o a diffondere nelle scuole elementari le fiabe gay. Lo scopo ultimo di questo folle progetto, che sembra il parto di un brutto film fantascientifico, è la creazione di un uomo senza identità, amorfo e resettato, manipolabile e fluido, una pedina di quell’omologazione assoluta fondata sul pensiero unico e allineato. E’ un attacco al cuore della nostra civiltà e del suo pilastro storico: quella famiglia tradizionale che rappresenta la prima cellula comunitaria della società” .
“Il comma 16 del testo della Buona scuola – in nome della lotta alla discriminazione – rimanda alla legge 119 del 2013 che, a sua volta, fa riferimento alla convenzione di Istanbul e al decreto legge 93. Ma il testo non si riferisce alla nozione classica di “sesso biologico”, ma al concetto di “ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti” e di “superamento degli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell’essere donne o uomini (…) mediante l’inserimento di un approccio di genere nella pratica educativa”, oltre all’assoluta necessità di “promuovere una adeguata formazione non solo alle superiori, ma fin “dalla scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. La situazione è grave e troppo spesso incomprensibile alla maggior parte dei genitori. E’ indispensabile pertanto informare le migliaia di famiglie che da domani potrebbero esserne coinvolte, attraverso l’educazione scolastica dei propri figli, in questo folle progetto di sovversione della natura e dell’identità”.

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