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Alla Tenuta dello Scompiglio una mostra senza spazio dove si intersecano i progetti di più artisti

Si chiama I can reach you (from one to many), il progetto di Bianco-Valente, Claudia Losi, Valerio Rocco Orlando, a cura di Daria Filardo, Pietro Gaglianò e Angel Moya Garcia, che si inaugura sabato (3 ottobre) dalle 16 alla Tenuta Dello Scompiglio di Vorno.

Il progetto propone una riflessione sull’ ‘incontro’, osservato sul piano linguistico, emotivo, relazionale e politico. Gli artisti coinvolti, attraverso un confronto sui gesti, le forme, le azioni, le responsabilità e le prospettive, hanno intersecato le proprie traiettorie in un progetto che si svilupperà da ottobre a marzo 2016 con lavori concepiti nel corso di diversi periodi di residenza alla Tenuta Dello Scompiglio. Gli interventi, tutti strettamente collegati al contesto in cui vengono proposti, ma proiettati verso un orizzonte dilatato, nascono da una riflessione sul luogo, sulla percezione dell’appartenenza e sull’attraversamento fisico, mentale e immaginifico degli spazi.
In linea con le dinamiche più ampie, proprie della ricerca dei tre artisti, i progetti presentati per I can reach you (from one to many) propongono di complicare la funzione della pratica artistica come processo aperto e interrogativo.
I can reach you è una meditazione collettiva sviluppata tra gli artisti e i curatori che si sono interrogati su una possibile posizione e sulle relazioni di scambio con il territorio, le persone, le cose. In particolare Bianco-Valente presentano un’installazione ambientale incentrata sulle risonanze che tutte le entità hanno tra di loro e come esse interagiscono o influenzano le nostre relazioni. Claudia Losi invece lavora sui luoghi di senso (landmark) incontrati lungo un cammino che ha come destinazione lo Scompiglio, luoghi che diventano per proprie caratteristiche fisiche o per eventi, anche remoti, ivi accaduti, dei punti di riferimento, punti di densità geografico-emotiva. “L’idea è che questi landmark spesso li creiamo noi ex novo, nell’esperienza che facciamo di un luogo, del suo attraversamento”. Infine, Valerio Rocco Orlando, dopo un workshop incentrato sul pellegrino come idea che cammina e sull’ospitalità come istante relazionale, crea una struttura itinerante che si sposta in diverse tappe della Via Francigena, originando e lasciando a sua volta delle tracce del suo passaggio. Il 3 ottobre un evento inaugurale mostrerà lo stato delle riflessioni che andranno articolandosi nei mesi seguenti con i contributi di altri autori di altre discipline, per creare un tessuto eterogeneo, espanso, organico. Secondo questo programma, che combina il disegno curatoriale con le istanze degli artisti, lo spazio della mostra si dilata geograficamente, ampliandosi oltre i confini della Tenuta Dello Scompiglio e si moltiplica nel tempo, richiedendo nuove verifiche al cospetto del pubblico. Il calendario dettagliato degli appuntamenti verrà comunicato successivamente.

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