Addio casermetta della musica, protestano le associazioni

Addio alla Casermetta della Musica: il progetto che era stato presentato al Comune è infatti destinato a rimanere una chimera a causa dei criteri del bando per le assegnazioni. Lo dicono le associazioni coinvolte: Circolo Lucca Jazz, Animando, Accademia della Musica Francesco Geminiani, Polyphonia e la Compagnia delle Arti. “Le nostre associazioni musicali, tutte no profit, avevano partecipato di buon grado al bando di assegnazione delle casermette, apprezzando la volontà del Comune di una nuova trasparente regolamentazione. Abbiamo proposto un’idea-progetto (la casermetta della Musica) e indicato un programma culturale possibile: costruire una ribalta aperta all’espressione delle migliori realtà e professionalità musicali cittadine. Non ignoravamo l’aspetto costi di gestione, ma siamo stati più volte confortati che su questo versante, a fronte di proposte di valenza culturale elevata, i costi di affitto potevano essere adeguatamente abbattuti”.

“Il progetto si è ben classificato, ma abbiamo avuto la sorpresa di sconti di affitto unitari/uguali per tutti, indipendenti da ogni considerazione dell’attività svolta dagli assegnatari. Così i progetti vetrina di marketing o di un club esclusivo, lautamente finanziati o autofinanziati, sono stati messi sullo stesso piano di una attività culturale che, pur fondata su un largo uso di volontariato, richiede risorse finanziarie senza poterne produrre in proprio (i musicisti non lavorano gratis) e richiede altresì che i locali siano attrezzati per essere sede di pubblico spettacolo (normativa, questa, scaricata letteralmente sugli utilizzatori). L’idea della Casermetta della Musica, così congeniale all’ipotesi Lucca Città della Musica e tanto piaciuta alla stessa amministrazione comunale, ha dovuto perciò fare i conti con la realtà: per sopravvivere – rispettando il contratto con i 100 giorni di apertura a servizio dei visitatori delle Mura, il costo minimo annuale, nei calcoli più ristretti, ammontava a 25/30mila euro, una cifra improponibile per le nostre associazioni, senza un supporto esterno e con l’esclusione di ogni attività commerciale.
Abbiamo posto il problema al Sindaco che è anche assessore alla cultura, trovandoci di fronte ad un netto diniego per motivi di bilancio e parità di trattamento. Abbiamo anche osservato che la politica culturale di un Comune come Lucca non può ridursi a pochi spiccioli, come sta avvenendo, fatta salva l’attività del Teatro del Giglio e del Boccherini. Lucca ha grandi potenzialità, ma senza una politica culturale di vasto respiro è destinata solo a sopravvivere. La Casermetta della Musica, senza sostegni esterni, è entrata nel regno dell’illusione. Non sappiamo quanti lucchesi se ne dorranno, ma Lucca città della Musica non è più vicina”.

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