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Ponte sul Serchio e assi viari, Rossi conferma i fondi foto

Il Ponte sul Serchio non è a rischio e si farà, perché la Regione Toscana è pronta a finanziarlo. I soldi saranno infatti inseriti al primo assestamento di bilancio 2016 per avviare l’iter della gara per la progettazione, passaggio che dovrebbe avvenire entro giugno. Lo ha assicurato il governatore Enrico Rossi stamani (11 marzo) in visita in città. Il presidente toscano ne ha parlato con gli amministratori a Palazzo Orsetti, accolto dal sindaco Alessandro Tambellini, dalla sua giunta, alla presenza del consigliere regionale del Pd, Stefano Baccelli, e del presidente della Provincia Luca Menesini.
Il tema della viabilità è stato al centro del lungo colloquio in cui si è fatto il punto anche sull’iter che porterà alla realizzazione degli assi viari, opera che – ha rassicurato Rossi – sarà finanziata entro il 2017.

Buone notizie, quindi, per la mobilità della provincia di Lucca. Quanto al ponte sul Serchio si tratta sostanzialmente di una conferma, che potrebbe permettere di rendere cantierabile l’opera già nel prossimo anno. Per gli assi viari, invece, in attesa della delibera del Cipe per il finanziamento da parte del governo, si sposta al 2017 la tranche di finanziamento prevista per la realizzazione dell’opera, quando la progettazione diventerà definitiva.

Nel corso della mattinata che è proseguita con il saluto ai dipendenti della provincia e con una visita alla ex manifattura tabacchi, si è parlato anche di sanità. La richiesta degli enti locali, come già preannunciato qualche giorno fa dal sindaco Alessandro Tambellini, era quella di avere un maggior rapporto con i vertici della nuova Asl di area vasta. Tramontata, infatti, la possibilità di vedere un ritorno di Joseph Polimeni nel ruolo di direttore sanitario, infatti, Lucca e la Piana iniziano ad avvertire una certa distanza dal territorio degli organismi tecnico-politici al vertice dell’azienda sanitaria della costa. Su questo si innesta anche il problema della prevista riduzione delle zone distretto rispetto alle attuali 38, che rischierebbero di diminuire ulteriormente la possibiità di rappresentare le istanze provenienti dai territori.
Legate alla questione sanitaria anche le vicende circa il futuro dei grandi contenitori ex sanitari come Campo di Marte, Maggiano ed eventualmente Carraia. La Regione, in un momento di ristrettezze di bilancio, sta infatti preparando il piano delle alienazioni e anche valutando come eventualmente o valorizzare o destinare a funzioni pubbliche i propri immobili. La questione, soprattutto quella di Campo di Marte, che riguarda la Asl, è comunque sul tavolo del governatore fra le priorità del territorio.
Sulla questione sanità sarebbe emerso anche uno dei temi che è a cuore a Luca Menesini da tempo, ovvero il ruolo di Lucca e del suo ospedale nella sanità pensata e organizzata per aree vaste, a cominciare dalla necessità di avere alcune eccellenze sanitarie nel nosocomio lucchese. In particolare, come più volte sottolienato da Menesini, a Rossi è stata posta la questione di avere una sanità che se da un lato sa dare risposte immediate su tutte le patologie, possa offrire, nel panorama clinico, alcune eccellenze e quindi prestazioni specialistiche di secondo livello anche all’interno del San Luca.
La riunione si è un po’ accesa, invece, quando si è andati ad affrontare il tema istituzionale, ovvero il passaggio delle funzioni dalla Province alla Regione e quello delle funzioni residue dei nuovi enti di area vasta. Una questione, riguardo al momento di transizione, affrontata dal governatore Rossi anche con i dipendenti che sono passati alla Regione dallo scorso 1 gennaio. Rossi li ha incontrati nei loro uffici durante l’orario di lavoro: “Per noi – ha detto – siete una risorsa importante. So che ci può essere qualche difficoltà iniziale ma l’importante è esser riusciti a partire con a riorganizzazione dall’1 gennaio scorso”. Ma non manca chi, nei corridoi, sottolinea le difficoltà, soprattutto nel rapporto con i ruoli apicali, pochi e spesso tutti concentrati a Firenze. Se è questione di “gioventù” della nuova organizzazione o di problemi strutturali, però, si scoprirà solo con il passare del tempo.
“Vogliamo una Regione più vicina ai cittadini – ha comunque detto Rossi – Mi auguro che sia un’esperienza bella per tutti. La sfida che ci attende, quella di un ente presente sui territori con nuove funzioni, spero sia possibile vincerla insieme a voi. Il mio desiderio è che non ci sia alcuna caduta nel livello dei servizi offerti ai cittadini. E con la gestione unificata a livello regionale il nostro intento è quello di uniformare il livello delle prestazioni offerte su tutto il territorio, innalzandolo al livello delle migliori pratiche che finora sono state offerte dalle varie amministrazioni provinciali”.

Le parole del governatore Rossi e de sindaco Tambellini
“Ho avuto modo – ha spiegato Enrico Rossi – di esaminare le priorità che riguardano la città e l’area lucchese. Ne faccio tesoro e vedró cosa può fare la Regione per individuare alcuni progetti strategici e cofinanziarli. L’esigenza di compiere poche e fondamentali scelte è dettata dalla riforma che ha assegnato alla Regione nuove competenze e dalle restrizioni al bilancio regionali, tanto che oggi possiamo contare su 1 miliardo in meno rispetto al recente passato. Le visite e gli incontri che faccio nelle varie realtà rappresentano quindi la mia volontà di stare vicino ai territori e ai loro problemi per concentrare gli sforzi della Regione su progetti strategici”.
Il sindaco Alessandro Tambellini, sottolineando l’importanza di questo confronto sulle priorità del territorio lucchese, è tornato a ribadire la necessità di realizzare “in tempi giusti – ha detto – le principali infrastrutture viarie e il raddoppio della ferrovia, in modo da dare finalmente le risposte necessarie ai cittadini e alle imprese del territorio”. Su Campo di Marte ha assicurato la piena collaborazione del Comune nella definizione in atto delle funzioni dell’area di proprietà della Asl e in tema di sanità locale ha rimarcato la necessità di integrare le varie realtà presenti all’interno della nuova area vasta, rispettando e valorizzando al contempo le singole vocazioni territoriali.

Le priorità nel dettaglio
Dall’incontro sono uscite rafforzate le decisioni di finanziare il raddoppio della Lucca Montecatini che prevede binari affiancati per 30 chilometri e la soppressione dei 17 passaggi a livello. La Regione garantirà 12,5 milioni di euro di finanziamenti. I lavori per complessivi 250 milioni di euro saranno gestiti da Rete ferroviaria italiana, dovrebbero iniziare entro un anno per finire nel 2019, in contemporanea con la conclusione del raddoppio del tratto tra Montecatini e Pistoia. Sempre in materia di ferrovie il sindaco di Capannori e presidente dell provincia Luca Menesini ha manifestato al presidente la necessità di investimenti per il potenziamento dello scalo merci del Frizzone che necessità per una maggiorenefficenza di nuove strutture e del raddoppio del binario. Quindi non un intervento unico, ma vari passaggi magari finanziabili anche con cifre relativamente piccole. In particolare uno dei primi lavori necessari sarebbe la realzizzazione di nuovi spazi coperti per aumetnare la potenzialità di stoccaggio, ovvero la realizzazione di nuove tettoie che potrebebro costare intorno a due milioni di euro.
Per quanto riguarda invece la viabilità, al centro dei colloqui è stato il sistema tangenziale di Lucca a partire dal primo stralcio funzionale per migliorare i collegamenti con la valle del Serchio e con il nuovo ospedale di Lucca. Con la finanziaria regionale 2014 la Regione ha stanziato 17 milioni di euro, di cui 2 milioni di euro per la progettazione definitiva e 15 milioni di euro per la realizzazione delle opere. Le risorse per la progettazione sono state impegnate, mentre i 15 milioni per la sua realizzazione sono disponibili.
Rossi ha riconfermato la volontà della Regione di erogare Il finanziamento per la realizzazione del ponte sul Serchio così da permettere di effettuare la gara entro il giugno prossimo.
Il presidente ha infine chiesto agli amministratori presenti di formulare ipotesi e proporre alla Regione un utilizzo per gli edifici del vecchio ospedale di Campo di Marte.

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