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Rossi: “Lottare insieme alle donne e contro i muri”

Contro i muri in Europa viva un pugno alzato in cielo, come quello di Tess Asplund in Svezia, giovane nera che il pugno, a testa alta, l’ha levato lo scorso 1 maggio contro un corteo di neonazisti. Sceglie questa foto il presidente della Toscana Enrico Rossi per riassumere le sfide che l’Europa ha davanti.

Lo fa intervenendo a Palazzo Vecchio nella seconda giornata di State of the Union, la conferenza fiorentina organizzata dall’Istituto europeo di Fiesole e giunta alla sesta edizione e dedicata quest’anno allo stato delle donne in Europa e nel mondo. “Tess Asplund – dice Rossi – rappresenta l’Europa che promuove apertura, coraggio e civiltà, rappresenta una nuova Resistenza contro l’Europa invece della paura, l’Europa che alza i muri e che si rinchiude in se stessa, l’Europa che fa fallire gli accordi sottoscritti per la ridistribuzione dei migranti tra gli Stati membri perché priva di solidarietà e di una visione comunitaria che valichi i rinati confini nazionali”.
 Rossi sa che c’è ancora una divario importante tra i salari di donne e uomini e che principi enunciati e realtà spesso non coincidono. Cita il rapporto annuale del World Economic Forum. Nella sola Unione europea le donne guadagnano in media il 16 per cento in meno degli uomini, nonostante che siano di solito più istruite. E’ una violazione dei principi di eguaglianza. “In Toscana – sottolinea – da tempo operiamo con azioni concrete per rendere effettiva la parità: con gli incentivi alle giovani imprenditrici ad esempio, con le azioni per conciliare impegni familiari e di lavoro, contro gli abusi e le violenze di genere ed anche con la legge elettorale regionale che punta ad avere una maggiore presenza femminile e parità di presenza nelle istituzioni. La difesa dell’Europa e della sua identità – si sofferma – non può restare un appello astratto. Non possiamo solo farci carico di un’umanità sofferente che pulsa alle nostre porte, ma dobbiamo anche accoglierla con l’integrità dei nostri valori. Vi è uno scarto culturale innegabile – conclude Rossi – tra un modernità che valorizza le differenze di genere e produce emancipazione e libertà e una visione oscurantista del mondo che, considerando il corpo delle donne come ’pubblica piazza’, impedisce lo sviluppo e la crescita soggettiva delle donne. Questo accade in certe frange dell’islamismo radicale. Penso che difendere l’Europa oggi più che mai significa stare dalla parte delle donne in tutto il mondo”.

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